Mi presento

Mi presento

Area ciclo

Ciclismo

Storia

Storia

Scienza

Scienza

Rubriche

Rubriche

In MTB a Tremalzo


Un'altra bella pedalata con i matti, ma simpatici amici del gruppo nato anche grazie al trofeo Bonatti è stata l'occasione per aggiungere alla mia collezione ciclistica una zona a cui puntavo da tempo: quella di passo Tremalzo, sul Lago di Garda.
L'area di Tremalzo, sul versante orografico destro del lago di Garda, è un grande parco di divertimenti per mountain bikers. Il punto più alto, passo Tremalzo a oltre 1800 metri di quota, è raggiungibile attraverso una tale numero di sentieri, più o meno adatti alla MTB, che elencarli tutti è compito arduo. Si può salire da Riva del Garda, dall'altopiano di Tremosine e da vari punti della Val di Ledro; mi limiterò a descrivere il percorso che ho seguito io e che ha avuto come base Molina di Ledro, sull'omonimo lago, in una mite giornata di fine ottobre.
Il trasferimento più o meno pianeggiante fino al lago d'Ampola è avvenuto lungo una ciclabile (a dire la verità il primo tratto era pedonabile, ma la stagione avanzata ci ha permesso di pedalare senza problemi) che corre sulla sponda ovest (dalla parte di Mezzolago, per intenderci), ma anche la sponda opposta (località Val Maria-Pur) non presenta particolari difficoltà per i pedalatori, a parte qualche breve tratto in salita e qualche sterrato e francamente io la preferisco trattandosi di una strada aperta in parte al traffico, ma poco frequentata. Che si costeggi il lago da una parte o dall'altra, in pochi chilometri si raggiunge Pieve di Ledro e da lì si svolta a sinistra e si sale al Rifugio Garda in circa 12 km che io ho trovato abbastanza impegnativi e a traffico quasi nullo (merito forse anche della stagione), con bella vista sulle Giudicarie. Dopo un piacevole pranzo al rifugio abbiamo proseguito per Passo Tremalzo (punto più elevato a circa 1800 metri di quota), su sterrato in discrete condizioni di 2 km circa.
Il panorama dal passo Tremalzo
In corrispondenza dello scollinamento si attraversa un tunnel (del "Dos Marogna") di 200 metri non illuminato e si inizia la discesa, una gran bella discesa, divertente, con molti tornanti, un altro tunnel nella parte iniziale e alcuni tratti esposti, mai particolarmente pericolosi. Oltre 5 km lungo i quali, avendo la giusta padronanza della bici, ci si può davvero sbizzarrire. Devo ammettere che qui, per la prima volta, ho apprezzato il fatto di disporre di una bici ammortizzata che ha tenuto alla grande sulla strada sterrata con ghiaia grossa e alcune buche. Non dimentichiamo però che non siamo su una ciclabile e che dietro una curva possiamo trovarci improvvisamente davanti un pedone!
Uno dei due tunnel nei pressi del passo Tremalzo
La discesa da passo Tremalzo. Fonte: https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1044780
La discesa termina a un bivio, posto a circa 1200 metri di quota, dove si potrebbe scendere verso Vesio, sull'altipiano di Tremosine, con una carrozzabile di 9 km. Tenendo la sinistra si giunge invece in poche centinaia di metri al Passo Nota, luogo storico che vide tra l'altro il ferimento di Carlo Pisacane nel 1848 e un assalto alle truppe austriache dei Volontari di Garibaldi nel 1866 prima della battaglia di Bezzecca; fu inoltre punto nevralgico di molti conflitti e linea difensiva italiana durante la Prima Guerra Mondiale.
Una breve salita, tenendo a sinistra il Rifugio degli Alpini, ci permette di scollinare e di proseguire su percorso ondulato per alcuni km fino ad un successivo bivio, dove si potrebbe rimanere sul crinale in direzione passo Guil, Passo Rocchetta, Malga Palaer, Punta Larici e Pregasina. Noi abbiano imboccato invece la discesa per Molina di Ledro, in parte in cemento grezzo e con tratti molto ripidi... salirvi dev'essere una gran faticaccia e c'è oltretutto un concreto rischio di ribaltamento!
Questa giornata, come dicevo, è capitata a proposito perché uno degli obbiettivi che mi ero posto a breve scadenza era proprio quello di chiudere questo anello partendo da Rovereto e pernottando al Rifugio Garda. Che dire... meno male che è andata così perché il giro, pur svolgendosi in un contesto molto bello, è stata una piccola delusione! Mi aspettavo favolosi panorami sul lago, invece il Garda si è intravisto solo a momenti, e in lontananza! La parte panoramica è quella dopo Passo Guil... ma a questo punto conviene salire dalla strada del Ponale e proseguire dopo Pregasina lungo il costone che sovrasta il lago.
Il percorso
Marco Bonatti