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Cesare Grandi - classe 1955


Ricordo ancora il giorno di tanti anni fa in cui, salendo da Arabba verso il Passo Campolongo, scorsi davanti a me la sagoma di Cesare; era la prima volta che avevo l'occasione di un "confronto diretto" con lui sui pedali. Ancora non lo conoscevo, ma già nutrivo nei suoi confronti un certo rispetto ciclistico.
L'avevo intravisto in altre occasioni, e lo conoscevo di fama, perché Cesare è stato per lungo tempo un personaggio noto nell'ambito del ciclismo provinciale.
Sarà stato il 1988 o giù di lì. Stavamo partecipando entrambi ad una cicloturistica, un tipo di manifestazione in cui, pur non esistendo un vincitore ufficiale, nessuno è comunque disposto a cedere di un centimetro: è questione d'orgoglio.
Anch'io, poco più che ventenne, e Cesare stavamo al gioco.
Così, quando mi resi conto che avrei potuto superarlo, raddoppiai lo sforzo e lo "passai" cercando come si fa sempre in questi casi di simulare indifferenza. Lui si girò e mi guardò, sorpreso per l'andatura di quel ragazzino con una maglia del G.S Alto Adige almeno di una taglia più grande del giusto.
Curioso pensarci adesso: non sapevamo che quel giorno stava nascendo un'amicizia che sarebbe giunta fino ai nostri giorni.
Ne sono passati di anni, tra risate, trasferte per gare organizzate chissà dove ed imprese come quella volta che, insieme a Christian, rischiammo di arrivare in pieno novembre in cima al Passo Stelvio, chiuso ormai da qualche settimana. E, nonostante il tempo che passa, siamo per fortuna ancora qui a parlare di ciclismo.
Dal punto di vista tecnico, Cesare è quel tipo di corridore che se la cava su ogni terreno: salita, pianura, discesa, difficile trovargli un punto debole.
Per quanto mi riguarda, Cesare è mi ha fatto da guida per entrare nel mondo del ciclismo regionale, come avrebbe fatto un fratello maggiore, rivelandomi non solo alcuni trucchi del mestiere, ma anche tutta una serie di percorsi che sono stati poi il mio piatto forte negli anni seguenti. Nelle prime gare lui era il mio punto di riferimento: osservandolo, ho capito che con la tenacia e l'astuzia si può contrastare anche il più forte degli avversari.
Credo siano pochissime le salite in un raggio di un centinaio di chilometri che Cesare non abbia scalato, da solo oppure in compagnia di noi altri matti, da Fabio ad Andreas, da Christian al sottoscritto.
Per questo lo ritengo un personaggio carismatico, capace di fare gruppo, e nonostante le recenti e frequenti defezioni mi auguro tenga ancora fede al motto che è stato nostro per tanti anni: "non mollare mai!".
La grinta di Cesare Grandi sulle dure rampe del Passo Giovo!
Grandi con il compianto Marco Pantani


Ha smarrito la bussola? Negli ultimi tempi, pur mantenendo la sua grande passione per il ciclismo, Cesare sembra aver perso un po' il contatto con la realtà (vedi foto).
L'ultima sua "impresa" è stata quella dell'attraversamento in bici del lago di Caldaro su di un sottile strato di ghiaccio.
Confidiamo tutti in un suo pronto rinsavimento e lo aspettiamo fiduciosi alle prossime edizioni del trofeo!

Finalmente un buon segno! Il 2008 si apre con un buon auspicio: Cesare ed alcuni amici scalano il Colle proprio il primo giorno dell'anno! Un'impresa che merita una segnalazione!

Cesare ha proseguito poi a fasi alterne la sua carriera ciclistica, non più come cicloamatore ma come cicloturista e affezionato partecipante del Trofeo Bonatti.
Marco Bonatti