La Girasile, la ciclabile che ti porta al mare!


Questo pezzo è il resoconto di una "due giorni" trascorsi a pedalare sulla ciclabile Treviso-mare (prima in un senso, poi nell'altro) con pernottamento a Jesolo. Il fatto di aver coperto per due volte in poche ore lo stesso percorso mi ha permesso di far tesoro dei piccoli errori commessi all'andata correggendo il tiro al ritorno. Le fonti consultate prima della partenza (questa in particolare, dove è possibile scaricare anche i tracciati) mi hanno inoltre dato la possibilità di apprezzare al meglio le innumerevoli risorse naturalistiche e storiche presenti lungo il tragitto.
Da notare che la ciclabile inizierebbe più a nord-ovest, nella zone delle risorgive tra Casacorba di Albaredo e Torreselle di Piombino Dese (TV), ma le recensioni trovate in rete mi suggeriscono che questo tratto è lungi dall'essere completato.
Perdonate la qualità non eccelsa delle foto ;-)
9+... ecco il mio voto alla nuovissima ciclabile (la Girasile o la Greenway del Sile) Treviso-Jesolo provata tra il 22 e il 23 settembre 2017! Oltre alla gradevolissima opportunità di pedalare per una sessantina di chilometri praticamente sempre fuori dal traffico, l'itinerario si snoda in un territorio dall'alto valore paesaggistico e culturale.
Per raggiungere il punto di partenza, posto nel capoluogo trevigiano, ho adottato l'ormai collaudatissima formula "bici+treno", un po' più complicata del solito a causa dei cambi a Verona e Vicenza. In questa occasione ho imparato che non tutti i treni regionali sono adibiti al trasporto bici! Dovrò tenere a mente che fanno fede i simboli riportati sulle tabelle orarie affisse nelle stazioni e sul sito di Trenitalia.
La bici utilizzata: nel borsello posteriore c'è lo stretto necessario per trascorrere una notte in hotel
L'imbocco della ciclabile dista poco più di un km dall'uscita della stazione di Treviso centrale; l'avventura inizia quindi quasi subito! Saltare in sella con la consapevolezza che alla fine del percorso ci aspetta il mare è stato per me fonte di ulteriore entusiasmo!
L'imbocco della ciclabile, nella periferia sud-ovest della città.
Si parte!
Il Sile ci accompagnerà fino al mare
Conviene approfittare subito della fontana all'inizio di Via Alzaia per fare provvista d'acqua, perché quella situata poco più avanti assomiglia a un abbeveratoio per cani e gli altri punti di rifornimento idrico lungo gli oltre 60 km del percorso, se ci sono, mi sono sfuggiti...
I primi chilometri si svolgono in parte su ciclabile cittadina e in parte su viabilità a traffico (molto) limitato lungo il fiume Sile, le cui placide acque ci accompagneranno fino alla costa adriatica. Tratti asfaltati si alternano ad altri sterrati; un tempo lungo questa riva (la "restera" del Sile) le bestie da soma venivano impiegate per il traino dei barconi.
Un tratto cittadino della ciclabile
All'altezza di una chiusa, dopo circa 5 km e con la città ormai alle spalle, si passa sulla sponda destra del fiume (questi riferimenti si ottengono tenendo, come da prassi, lo sguardo rivolto verso il mare). Purtroppo al bivio la segnaletica è un po' confusa, perché sembra si possa proseguire anche a sinistra. Preciso che sulle varie tabelle incontrate lungo il percorso non ho mai trovato l'indicazione "Girasile" (spesso utilizzata in rete), quanto piuttosto un più generico "München-Venedig", che però su internet fa riferimento a un percorso escursionistico che ricalca solo in parte quello ciclistico.
La scelta giusta è come detto quella di attraversare il ponte e proseguire lungo il fiume.
In pochi minuti si entra in uno dei punti più belli della ciclabile. Qui una lunga passerella in legno (dove la bici va condotta a mano, attenzione ai controlli!) si inoltra nella zona di confluenza tra il nuovo taglio del Sile e un ramo morto, in un'ansa del fiume dove l'acqua è particolarmente tranquilla. Sono alcune centinaia di metri da fare a piedi, certo, ma godibilissimi: siamo infatti nel "Cimitero dei burci", all'interno del Parco naturale del Sile. I burci, vecchi barconi semiaffondati e oramai integrati nella rigogliosa vegetazione fluviale, creano uno scenario davvero singolare. Peccato per il vetusto stabilimento industriale che si staglia sullo sfondo e che si spera venga prima o poi demolito. Anatre e cigni, che troveremo numerosi lungo tutto il corso, ci tengono compagnia e rallegrano ancor più il quadretto.
La passerella pedonale che si inoltre nel fiume
Un "burcio"
Usciti dall'area pedonale ci aspettano qualche altro ponticello e un tratto sterrato stretto tra il fiume e uno specchio d'acqua stagnante che ospita ninfee di notevoli dimensioni.
Un altro tratto suggestivo poco prima di Casier
Raggiungiamo così il pittoresco borgo di Casier, dove una trattoria inviterebbe a una sosta... ma se siamo partiti da Treviso abbiamo percorso solamente una decina di km, eventualmente se ne può parlare al ritorno!
Il borgo di Casier
Dopo Casier si dirada la presenza di pedoni sul percorso (non sempre purtroppo la convivenza è idilliaca!) e si prosegue su sterrato lungo le anse del fiume fino al minuscolo Lughignano, dove un paio di deviazioni ci allontanano (ma solo per poco) dall'argine del Sile. Non aspettiamoci, in questo come in altri casi, di trovare una segnaletica dedicata a questi microtoponimi; si tratta spesso di qualche casolare o poco più. Giungiamo poi nei pressi di Rivalta, dove una brusca deviazione a destra ci fa passare su strada asfaltata, ma pochissimo trafficata. Io ho erroneamente proseguito diritto, con la ciclabile che già dopo poche centinaia di metri diventa un sentiero e si perde tra la vegetazione.
Un piccolo errore di percorso in zona Rivalta. Fonte immagine: Strava
Qualche incrocio e rientriamo sull'argine, dove prima di Casale sul Sile un ponte ciclabile in metallo, che affianca la strada per Roncade, ci riporta sulla sponda sinistra.
Qui la ciclabile si fa temporaneamente larga e agevole, e poco più avanti sull'altra riva del fiume si può ammirare la bella parrocchia di Casale con un imponente campanile.
La parrocchia di Casale sul Sile
Da Casier in poi il Sile è navigabile anche da imbarcazioni di una certa dimensione; non è difficile quindi incrociare barche e yacht a spasso sul fiume.
Il Sile è piuttosto "trafficato" ;-)
Poco a nord di Quarto d'Altino
Prima di Musestre, frazione di Roncade, si incrocia la famosa torre di Everardo, resto di un castello di epoca longobarda, si passa con un ponticello sull'omonimo corso d'acqua e dopo aver attraversato il minuscolo borgo si torna nuovamente sulla sponda destra sfiorando il paese di Quarto d'Altino. Anche qui consiglio di fare molta attenzione, il rischio è quello di proseguire verso sud su Via Sile!
Il ponte verso Quarto d'Altino da non mancare (come invece ho fatto io, accorgendomene solo dopo un paio di km!)
L'errore di percorso a Quarto d'Altino, ben evidenziato da Strava!
Nota bene: abbiamo percorso circa 25 km e non siamo nemmeno a metà strada... se c'è bisogno di una pausa-bar questo è un buon momento, perché ci aspettano altri lunghi tratti senza possibilità di ristoro.
Dopo Quarto d'Altino la ciclabile presenta inizialmente un fondo un po' meno agevole, ma comunque pedalabile anche con la bici scelta per affrontare l'avventura, una simil-corsa dotata di coperture di buona marca da 23 pollici. Tutti i ciclisti che ho incrociato cavalcavano invece più prudentemente una MTB, ma alla prova dei fatti non ho sbagliato... o forse sono solo stato fortunato! :-)
Tratti ombreggiati si alternano ad altri più aperti, dove affianchiamo la strada provinciale per Portegrandi. Siamo ormai nei pressi della laguna, lo si capisce dal corso del fiume che scorre pigro con larghe anse e dall'affioramento di acqua nelle aree più depresse di campi e prati.
La ciclabile accompagna in parte la strada Quarto-Portegrandi
A Portegrandi, in corrispondenza di un ponte dopo l'attraversamento della Provinciale, ci troviamo ad un bivio; restiamo sulla sponda destra, aiutati anche da un cartello improvvisato ma più che opportuno (in un primo momento non l'ho visto e ho dovuto chiedere informazioni) che ci indica la direzione per Caposile.
Segnaletica improvvisata, ma opportuna!
Fino alla fine del '600 a Portegrandi il Sile sfociava in laguna, poi i Veneziani effettuarono il taglio che permette alle acque di raggiungere il mare sfruttando, da Caposile in poi, il vecchio alveo del Piave; potremo così continuare a tenere il fiume come riferimento fino al termine del nostro viaggio. Subito dopo il paese, in corrispondenza di una chiusa, si attraversa un ponte privato (non facciamoci spaventare dai cartelli) e inizia il tratto di gran lunga più bello, quello che si inoltra nella "gronda" lagunare; siamo nell'area sospesa tra la laguna di Venezia e la terraferma. Si tratta di un articolato intreccio di terre emerse, spesso bonificate, di barene (aree tabulari coperte di cespugli e periodicamente sommerse dalla marea), attraversate da una rete di velme (tratti che emergono solo occasionalmente) e canali. Io adoro l'ambiente lagunare e poterlo percorrere su una stupenda ciclabile è stata un'esperienza fantastica. Si tratta di una decina di km molto vari, inizialmente su sterrato e ancora in vista della terra emersa, poi su ottimo cemento a cavallo tra il Sile e la laguna. Aironi e altra fauna selvatica sono ben visibili lungo il percorso.
Sulla ciclabile attraverso la laguna
E siamo a Caposile, annunciato già lontananza dal suo bel campanile, dove il Sile (lo dice anche il nome) ha il suo capo confluendo nel vecchio alveo del Piave; per questo, da qui in poi, la toponomastica farà riferimento a quest'ultimo ("Santa Maria di Piave", per esempio). Torniamo sullo sterrato e in vista del ponte di barche visibile sulla sinistra giriamo a destra verso Jesolo.
Per Jesolo si va a a destra... ma va bene anche dritti!
Come dice la didascalia, al bivio si può anche proseguire dritti e approfittare della strada asfaltata a scarso traffico (via Salsi) che ci permette di guadagnare un po' di tempo per poi rientrare sul percorso originale subito dopo Santa Maria; si tenga a mente questo paesino, perché ci permette una furbata non da poco ;-) Chi fosse in ritardo sulla tabella di marcia o semplicemente un po' affaticato, infatti, da via Salsi può, in corrispondenza del paese, attraversare una passerella ciclopedonabile, svoltare a destra e trovarsi in breve sulla statale, a 10 km da Jesolo. Non è ovviamente il massimo pedalare nel traffico di una strada regionale (soprattutto in alta stagione!) dopo aver coperto un percorso tanto bello e tranquillo... ma in caso di necessità questa scorciatoia è una vera e propria manna che fa risparmiare tempo e chilometri!
La scorciatoia di Santa Maria evidenziata dai pallini blu grazie a Google Maps: Via Salsi è scorrevole, asfaltata e grazie alla passerella di Santa Maria permette di raggiungere agevolmente la strada regionale per Jesolo. A questo punto siamo a una decina di km dal mare. I pallini rossi indicano invece il tracciato, su strada sterrata, della ciclabile.
Ma torniamo alla svolta a destra in prossimità del ponte di barche di Caposile; qui la strada sterrata, dopo un breve zig-zag, torna a costeggiare la laguna (non visibile per la boscaglia) per circa 3 km, lungo i quali sono presenti alcune grandi costruzioni in legno per l'osservazione ornitologica. Svolta a sinistra, e dopo un tratto che costeggia un podere rieccoci sul Sile, pochi metri più a sud della passerella pedociclabile di cui parlavo prima.
Non manca molto a Jesolo paese: ci si arriva dopo alcuni km di sterrato (sempre leggero) che si innesta nella viabilità comunale secondaria. A destra si lascia la stupenda area lagunare di Lio Maggiore e Lio Piccolo (per inciso: da Lio Maggiore si potrebbe attraversare la laguna grazie a un passaggio barca e proseguire per Lio Piccolo e Cavallino Treporti) e si giunge in vista del campanile di Jesolo. Siamo a buon punto!
Ecco Jesolo paese!
Ora abbiamo due opzioni: la prima è la più semplice, perché basta attraversare il ponte, svoltare a destra e seguire la ciclabile che in una manciata di chilometri porta a Jesolo Lido, annunciato dalle avveniristiche torri di piazza Drago. Chi invece ha ancora velleità pedalatorie può adottare la seconda soluzione, che è quella di seguire le indicazioni per Cavallino presenti sulla ciclabile tenendo ancora una volta come riferimento il corso del Sile, sulla sponda destra. Siamo in via Cristo Re, un lungargine che dopo quasi 9 km raggiunge, prima su asfalto e poi su strada bianca, la località Porte di Cavallino.
Via Cristo Re, che collega Jesolo paese al litorale del Cavallino
Una chiusa, un ponticello, un passaggio che rischia di farci finire nel parcheggio di una locanda ed ecco finalmente l'ultimo tratto asfaltato che si immette sulla strada provinciale che collega Jesolo Lido a Cavallino.
L'ultima parte della ciclabile
L'uscita sulla Provinciale che collega Jesolo Lido, Cavallino e Punta Sabbioni
Siamo a un passo dal centro di Jesolo, dalla foce del Sile e dalla Spiaggia del faro e a una manciata di chilometri dal litorale del Cavallino: a noi la scelta, ma in ogni caso è fatta!

IN SINTESI Stupendo percorso quasi completamente ciclabile, in piccolissima parte su viabilità secondaria scarsamente trafficata. Fondo spesso sterrato, di qualità medio/buona, contesto vario e interessante.
DISTANZA Tra 55 e 65 km circa sul percorso ufficiale (a seconda dell'arrivo a Jesolo Piazza Drago o zona faro), riducibili a poco meno di 50 grazie alle scorciatoie precedentemente indicate (via Salsi e ponte ciclopedonale di Santa Maria del Piave).
DA NON PERDERE I notevoli spunti paesaggistici lungo il cimitero dei Burci e sul tratto che costeggia la laguna, lo scorcio sul borgo di Casier e il passaggio in corrispondenza di alcuni siti archeologici e ville venete.
BICI Visto il chilometraggio e il fondo generalmente buono, una MTB con pneumatici tassellati non è un mezzo sufficientemente scorrevole, è consigliabile utilizzare perlomeno gli slick. Io ho optato per una bici in assetto quasi da corsa, ruote e coperture robuste e manubrio dritto. Avendo scelto la formula "bici+treno" scarpe e pedali da MTB sono stati per me una scelta quasi obbligata: se avessi optato per le scarpette da corsa sarebbe stato arduo muoversi comodamente sui treni e nelle stazioni!
ALTRE INDICAZIONI A fine settembre ho trovato una temperatura ideale; in piena estate i passaggi non ombreggiati risulteranno sicuramente poco piacevoli. In alcuni tratti si possono "sciogliere le briglie" e pedalare di buona lena, in corrispondenza dei centri abitati consiglio invece un'andatura più moderata per non sbagliare strada come è capitato a me! I primi chilometri a sud di Treviso sono piuttosto frequentati da pedoni e podisti, soprattutto nel week end. Armiamoci di rispetto, campanello e pazienza...
Marco Bonatti

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