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In fuga dal mondo

Tutti dovremmo avere un luogo dell'anima, dove chiedere asilo nei momenti in cui i ritmi imposti dalla stupidità umana sembrano sopraffarci.
Io ho la fortuna di averlo trovato e non c'è giorno in cui non mi conceda una visita, anche se solo con il pensiero. Ma a volte i sogni possono diventare realtà... e allora un treno e una bici diventano vere e proprie ali, che mi regalano emozioni talmente forti da cancellare per un momento mesi e mesi di autentica follia.
Voglio che questa pagina diventi una sorta di diario dei giorni nei quali ho trovato il coraggio di fuggire da tutto e tutti solo per guardare il mare dal mio adorato Casteldimezzo.
16 ottobre 2015: di corsa verso un sogno
Corri, autobus, corri: è mattina presto, ma a Bolzano c'è già un treno pronto a partire! È un giorno speciale, un po' folle, ma ogni tanto ci vuole.
Corri, treno, corri: Pesaro mi aspetta! Lascia alle spalle le montagne, ecco la pianura, ora punta il mare!
Corri, taxi, corri: manca davvero poco, non sto più nella pelle! Riconosco i luoghi, le strade e ogni singolo passaggio come un esule tornato a casa dopo tanto, troppo tempo.
Correte, gambe, correte: Casteldimezzo è proprio dietro l'angolo, il sogno si sta realizzando... :-)
Io a Casteldimezzo :-)
Ebbene sì, ci sono riuscito: nell'arco di una giornata ho visto il mare e sono rientrato ad Appiano giusto per andare a nanna ;-) 800 km di treno, 14 ore in movimento, due pasti consumati alla spicciolata e qualche attimo di apprensione alla stazione di Bologna per un cambio treno al volo, ma alla fine tutto è andato nel verso giusto. Cosa non si fa per Casteldimezzo!

29 aprile 2016: una gioia nuova di zecca!
Una giornata che rimarrà scolpita nella mia memoria, una delle migliori della mia vita, ancora una volta vissuto grazie alla bici! Tre ore di risate e lacrime di gioia sulla mia ADORATA Panoramica Gabicce-Pesaro (la "Pano" per gli amici) di una giornata tirata fuori con le unghie e con i denti da un mare scellerato di ansie, impegni, doveri di una massacrante quanto assurda catena di montaggio che qualcuno chiama "vita".
Partito in treno di buon mattino, alle 12 ero già in sella su una bici a noleggio rimediata a Pesaro (un GRAZIE alla professionalità di Pesaro bici), incredulo, a chiedermi se era vero, se davvero avrei presto guardato il mare da Casteldimezzo: una gioia nuova di zecca di cui finora avevo solo sentito parlare!
Questa volta la Pano me la sono gustata alla grande, cogliendone ogni più piccolo dettaglio e scoprendo inediti punti di vista.
L'entrata a Casteldimezzo, annunciata dal mitico cartello che ormai è un'icona nella mia vita, è stata una liberazione forte, un'emozione incontrollabile, qualcosa che attendevo da mesi e che voglio, pretendo di ripetere dieci, cento, mille volte ancora. E al mio fianco sempre LEI, due ruote e una manubrio che mi portano docilmente ovunque io chieda. Ieri, oggi, domani, sempre. Amore, amore, amore.
Treno+bici a Casteldimezzo!
Questa volta è andata proprio alla grande: Casteldimezzo raggiunto grazie al treno+bici!

17 marzo 2017: respiro!
Questa volta la "Pano" me la sono esplorata proprio tutta, palmo a palmo... o meglio: passo dopo passo ;-) Discesa dal treno a Pesaro, taxi fino a Santa Marina Alta e da lì 20 km di trekking fino a Gabicce su e giù, dentro e fuori, alla scoperta di scorci nuovi e in parte inaspettati! Sapevo già che oltre alla panoramicissima strada provinciale esiste un dedalo di sentierini che corrono sul ciglio di straordinari precipizi sul blu dipinto di blu. Ma i monti Castellaro e Trebbio sono stati una sorpresa, veri e propri balconi sul mare che spumeggia duecento metri più sotto. Azzurro, tanto azzurro, il colore della spensieratezza e di quel distacco di cui ho un bisogno assoluto e una fame sempre più disperata. "Eccomi a casa" è stato il primo pensiero quando ho potuto abbracciare con lo sguardo l'orizzonte aperto, libero, che non dovrebbe MAI mancarmi. L'esatto contrario della terra angusta e soffocante in cui mi sono dovuto nuovamente immergere, trattenendo il respiro, in attesa di rivedere ancora una volta il mare e quegli spazi infiniti: un tormento maledetto che non può e non deve durare per sempre!
Scorcio da sogno :-)
Uno dei tanti scorci per sognare: i sentieri della Panoramica offrono una serie di fantastici balconi sull'infinito.
Semel in anno...
Semel in anno... licet insanire! :-)
17 novembre 2017: ho pianto per te.
Mi ero ripromesso di riportare in questa pagina il racconto delle mie fughe a Casteldimezzo e della gioia che esse mi regalano. Ma sento forte il bisogno di urlare che questa volta non ce l'ho fatta, perché troppo tardi ho saputo di una bella manifestazione sulla Panoramica, con la strada chiusa al traffico per una biciclettata vista mare, e troppo in fretta avrei dovuto organizzarmi. Ho pianto... ma per cosa dovrei piangere, dopotutto? Per qualche amore da quattro soldi? Per uno dei tanti amici che mi hanno tradito o per tutte le cose a cui devo rinunciare ogni giorno per restare affannosamente a galla, ancora per un po'? Ho pianto per te, mio adorato Casteldimezzo, e sai una cosa? Ne sono ORGOGLIOSO. A presto!

6-7 aprile 2018: io so cos'è la gioia!
Scendere dal treno accolto dall'aria frizzante e da un tiepido sole di primavera, saltare in sella sulla prima bici a noleggio che mi capita sotto il sedere, partire nel blu dipinto di blu con la stupenda consapevolezza che presto sarò a Casteldimezzo e che niente e nessuno potrà fermarmi, anche se dovessi volare per arrivarci.
Fare il "giro largo" per poter potermi gustare al meglio la discesa verso il borgo, scorgere il mitico cartello su uno sfondo fatto di cielo e di mare, fermarcisi davanti e piangere, piangere, piangere, finalmente, finalmente, finalmente! Giorni, settimane, mesi di PURA FOLLIA, di rabbia, ansia e terrore di non poter vivere quel momento ancora una volta, una volta di più. Lasciare che lo sguardo si perda verso l'orizzonte, dove cielo e mare si fondono, con le ferite dell'incendio ancora aperte ma che paradossalmente rendono tutto ancor più bello perché ancor più aperto e panoramico, e sognare una vita fatta solo di questo...
Un bellissimo saluto "a domani!" e la Pano che scorre sotto le mie ruote, Fiorenzuola, Santa Marina Alta, la discesa a Pesaro, poi la ciclabile per Fano, il Conero che si staglia all'orizzonte, tutto questo per me e solo per me. Sì, questa è la gioia, una gioia incondizionata, che nessuno potrà mai togliermi.
E il giorno dopo il percorso al contrario, tante soste ma anche una bella battaglia con un ciclista del luogo trovato per caso, io con lo zaino nel cestino e lui in bici da corsa e divisa d'ordinanza, ma l'aria di mare fa miracoli, eccome se li fa ;-)
Un arrivederci, l'ennesimo arrivederci a Casteldimezzo e la speranza, disperata e forte, di rivedere quel cielo e quel mare. E di ricongiungermi ancora una volta con la mia anima dalla quale un treno ora mi sta riportando lontano.
A presto, gioia.
Notare il mezzo ipertecnologico ;-)
A Casteldimezzo ci arriverei anche in carriola ;-)


Un bel giorno di primavera imboccherò con la mia bicicletta la salita per Casteldimezzo e giungerò sbuffando all'entrata del minuscolo borgo, rifugio della mia anima dalle brutture del mondo. Mi sporgerò alla staccionata per gustarmi la serenità che mi dona la vista del mare, la meraviglia del blu che si confonde con l'azzurro del cielo, la brezza profumata di salsedine che risale il pendio. Saluterò il cartello, vera e propria icona della mia vita, che ha dato conforto a mille giorni d'inverno bui e disperatamente vuoti.
Ebbene, quel giorno fortunato non dovrò girare la bici per tornare nel mondo... quel giorno io resterò lì, finalmente a casa, senza più lacrime né arrivederci.
Forse quel giorno arriverà quando non sarò più vivo, ma non importa: arriverà.
Marco Bonatti