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Nubi orografiche e di rotore


L'inverno 2008-2009 è stato caratterizzato da una estrema variabilità dal punto di vista meteorologico.
Si può dire che tutti i possibili "tipi di tempo" possibili si sono avvicendati sull'Italia durante la stagione fredda. Prima un lungo periodo perturbato, iniziato a fine novembre, con neve abbondante, sostituita talora dalla pioggia a bassa quota e intercalato da effimeri miglioramenti. Febbraio è stato invece piuttosto secco e ventoso sul Nord Italia a causa del föhn. Marzo ha rispettato alla perfezione il copione che la Natura gli assegna, con una estrema variabilità del tempo.
Per gli appassionati di meteorologia, quindi, questo inverno ha rappresentato il non plus ultra.
Tra le tante configurazioni osservate in questi ultimi mesi c'è anche quello della formazione delle nubi di tipo lenticolare, testimoni di forti venti in quota che, incontrando una catena montuosa, subiscono delle vistose ondulazioni (onde orografiche, in inglese lee wave) dopo averne valicato la cresta principale.
Sull'Alto Adige i venti che possono dar luogo alle nubi lenticolari o di rotore (per "rotore" si intende un movimento rotatorio e vorticoso dell'aria lungo un asse orizzontale che si genera di solito lungo il versante sottovento), sono quelli tesi e di una certa intensità che soffiano da nord e che incontrano il baluardo alpino.
Gli ingredienti fondamentali, dunque, ci sono. E difatti quest'anno, soprattutto tra febbraio e marzo, non è stato difficile osservare suggestive sfilate nel cielo di queste curiose nuvole.
Esse non hanno origine convettiva, come le nubi temporalesche, né si originano dal rimescolamento di strati d'aria di origine diversa. Hanno, come detto, origine orografica: si formano cioè per la complicata morfologia alpina, che induce nel flusso delle correnti una serie di oscillazioni verticali. Generalmente tali ondulazioni non sono visibili, ma se la massa d'aria riceve una spinta sufficiente a raggiungere una quota in cui essa viene a trovarsi satura, oppure se essa solleva altri strati d'aria più umidi, ecco che avviene la condensazione e la comparsa della nube. Fin che il vento soffia con la stessa intensità (e nei casi di föhn ciò può durare per diverse ore) "picchi" e "cavi" delle onde possono mantenere praticamente invariata la loro posizione, così che un osservatore osserverà questo particolare tipo di nube (a forma di lente, disco o sigaro, talvolta a più livelli sovrapposti) stazionare nella stessa posizione.
Se potessimo seguire il cammino di una particella d'aria dopo aver scavalcato le Alpi, la vedremmo "rimbalzare" più volte nel suo tragitto verso sud, condensando ed evaporando rispettivamente ad ogni picco e ad ogni cavo d'onda.
Rimane da dire che raramente le nubi orografiche e di rotore danno luogo a precipitazioni, che rimangono in ogni caso limitatissime per le ridotte dimensioni delle nubi stesse e per le condizioni di stabilità atmosferica nelle quali esse si formano.
Una nube lenticolare. Genere:altocumulus; specie: lenticularis; varietà: opacus.
Marco Bonatti