Carlo Bonatti, direttore sportivo, classe 1944
Quella di Carlo Bonatti è una storia di una passione sportiva vera, coltivata e vissuta senza compromessi, sempre in prima persona. Nato nel 1944, Carlo trascorre la sua giovinezza nel tranquillo paesino di Bronzolo, ai tempi in cui Coppi e Bartali e poi Merckx e Gimondi scrivono pagine irripetibili della storia del ciclismo. Sull'esempio di queste mitiche figure, il futuro D.S. affina le doti di passista scalatore su bici sgangherate e strade polverose, con una grinta che gli regala più di una soddisfazione sulle lunghe salite della Mendola, del Passo San Lugano e di Pietralba e gli fornisce le giuste esperienze per i compiti futuri. Il lavoro, il matrimonio ed i figli interrompono la sua carriera nelle fila cicloamatoriali, ma Carlo non si perde d'animo e con pazienza e determinazione riesce a trasmettere a Marco e Christian la sua stessa passione per le due ruote. Così, dopo anni di inattività, la vena agonistica riprende gradualmente quota anche se l'impegno passa dal pedalare... al far pedalare gli altri grazie al conseguimento del tesserino di direttore sportivo di primo livello. Primo a sperimentare i suoi metodi di allenamento è Christian, e dai risultati ottenuti non si può che parlare di un bilancio esaltante, con una lunga serie di vittorie che porteranno i due alle soglie del ciclismo "vero", quello della categorie dilettantistiche, trampolino di lancio verso il professionismo. Con Christian e con un piccolo manipolo di ragazzini riuniti sotto la bandiera del G.S. Alto Adige Carlo gira mezza Italia raccogliendo soddisfazioni ed allori un po' dappertutto. Per una caduta perde il riconoscimento più prestigioso per un direttore sportivo nell'ambito ciclistico giovanile, la simbolica Lira che viene consegnata a chi porta alla vittoria un proprio atleta nella Coppa d'Oro, gara per allievi di carattere nazionale che si svolge ogni anno a Borgo Valsugana. Ma altre soddisfazioni sono dietro l'angolo e fin verso la fine degli anni '80 è tutta una serie di vittorie e piazzamenti che rendono Carlo uno dei direttori sportivi più noti e stimati del Trentino Alto Adige. Non è finita nemmeno quando Christian lascia le competizioni, perché subito dopo gli subentra Marco, meno avvezzo e predisposto al duro mondo del ciclismo e per questo non così vincente come il fratello. Eppure anche Marco migliora di gara in gara, mettendo a frutto la sagace guida tecnica del suo direttore sportivo che ne valorizza le innate doti di scalatore, fino a ritagliarsi un posto di tutto rispetto nell'ambiente cicloamatoriale della regione. Rientrato anche Christian si forma un trio non senza successi conseguiti anche in trasferta, come le due vittorie nelle edizioni 1997 e 1998 del Campionato Triveneto IIa serie e le quattro maglie di campione CSAIN in due anni. Una piccola compagine che riesce spesso a rovinare i piani di squadre ben più titolate, grazie all'abile regia di Carlo che assegna il compito di "guastatore" a Marco e di "finisseur" a Christian. Non sempre il suo lavoro di D.S. può essere svolto con la dovuta tranquillità in quanto Carlo è spesso richiesto anche per la sua grande capacità organizzativa, ed ecco che talvolta lo si vede nelle vesti di direttore di corsa, altre in quelle di coordinatore del personale addetto agli incroci ed al percorso. Gli ultimi anni lo vedono alla regia del trofeo Bonatti, e la storia si ferma qui solo per ora, in attesa della prossima puntata...
...ed intanto per voi una sua produzione poetica!
Difficile volare
Quando la spinta di una gamba viene eguagliata dalla trazione dell'altra,
allora volo!
Quando non sento il peso del mio corpo sulla sella, allora volo!
Quando tutta la mia forza viene assorbita dalla bicicletta ed arriva potente e morbida alla strada, allora volo!
Quando trovo la simmetria delle forze motorie, la regolarità del respiro, la concentrazione della mente, allora volo!
Non sempre mi riesce di volare.
Ma quei momenti mi appagano delle fatiche nella difficile ricerca di volare.
Intorno a me ci sono altri; anche loro sanno volare, a volte...
Quando sento di nuovo il mio peso sulla sella mi riprendo, ma so che prima o poi tornerò a VOLARE!
Quando non sento il peso del mio corpo sulla sella, allora volo!
Quando tutta la mia forza viene assorbita dalla bicicletta ed arriva potente e morbida alla strada, allora volo!
Quando trovo la simmetria delle forze motorie, la regolarità del respiro, la concentrazione della mente, allora volo!
Non sempre mi riesce di volare.
Ma quei momenti mi appagano delle fatiche nella difficile ricerca di volare.
Intorno a me ci sono altri; anche loro sanno volare, a volte...
Quando sento di nuovo il mio peso sulla sella mi riprendo, ma so che prima o poi tornerò a VOLARE!
Infine una sua rivoluzionaria proposta: una gara di "Sercion"!
Il "Sercion" è un gioco di tempi ormai andati, quando non esistevano nè computer nè altre diavolerie tecnologiche e quando per divertirsi bastava il cerchio di una bicicletta ed una asticella di legno o metallo. Compito del giocatore era quello di mantenere in equilibrio il cerchio, facendolo ruotare il più a lungo possibile, magari di di un terreno accidentato e tra ostacoli di vario tipo. L'idea di Carlo sarebbe quella di riproporre tale gioco, abbinandolo ad una gara di ciclismo. La classifica stilata potrebbe poi essere utilizzata per esempio per l'assegnazione del pettorale, o per l'ordine di partenza di una cronometro. Gli atleti darebbero vita ad una scenetta strana, ma sicuramente divertente. Si tratta ora di vedere quale possa essere la reazione ad una proposta tanto fuori dal comune. Di certo una cosa del genere stempererebbe animi talvolta un pò troppo "accesi" e sdrammatizzerebbe situazioni che a volte hanno quasi del grottesco. Il ciclismo amatoriale è nato come attività prettamente ludica, ma si è ben presto trasformato in una sorta di "professionismo alternativo", in cui il conseguimento del risultato è spesso l'unica fonte di soddisfazione. Meditate gente, meditate...

Marco Bonatti






