Il clima di Bolzano

(tratto dal libro "Il clima di Bolzano" di Marco Bonatti, 1999)

Descrivere il clima di Bolzano è compito semplice solo a prima vista. La particolare conformazione geomorfologica del territorio sul quale essa è situata implica una serie di modificazioni di carattere locale per alcuni aspetti anche sorprendenti, che portano alla formazione di un “microclima” relativamente mite inserito in un contesto alpino decisamente più fresco. Una simile anomalia localizzata non viene normalmente riportata, tendendo i climatologi ad evidenziare nelle carte tematiche le caratteristiche meteorologiche di aree ben più vaste rispetto a quella, di pochi chilometri quadrati, occupata dalla città di Bolzano. Questo procedimento è corretto, in quanto il clima di una singola località non può essere avulso dal contesto generale ma va piuttosto visto come una differenziazione circoscritta, che continua a condividere in maniera più o meno evidente i parametri meteorologici fondamentali della regione geografica in cui si trova. Per quanto riguarda la città altoatesina tale regione può essere identificata nell’Europa centro-occidentale, che il russo Koeppen, ideatore di uno dei più usati schemi per la suddivisione climatica del pianeta, ha classificato come zona dal clima generalmente mite, umido e favorevole perché quasi sconosciuti sono episodi calamitosi quali uragani, lunghi periodi siccitosi o di estremo gelo. Complessivamente il clima europeo  può essere definito “temperato”, proprio perché non conosce forti eccessi termici, “fresco” considerate le medie annue non particolarmente elevate (10-15 °C) “continentale” specie nelle zone lontane dal mare dove registrano sensibili differenze stagionali e “subumido”, con precipitazioni annue (500-1000 litri per m2) , in grado di sostenere un ricco habitat animale e vegetale. In corrispondenza della fascia subtropicale nord nella quale è situato il vecchio continente (compresa tra i 23 ed i 66° di latitudine), insieme alla corrispondente fascia subtropicale sud, vengono garantite infatti le migliori condizioni ambientali. Caratteristica comune di tutte le località ivi situate è la sensibile variazione nel corso dell’anno dell’altezza del sole sull’orizzonte, fenomeno che determina un riscaldamento differenziato a seconda del periodo e di conseguenza l’andamento ciclico delle stagioni ed un regime di massima abbastanza prevedibile nel corso dell’anno solare. Altra peculiarità delle due fasce subtropicali è la predominanza in alta quota di forti correnti occidentali (la cosiddetta “corrente a getto”) diretta conseguenza della rotazione della Terra attorno al proprio asse e di fondamentale importanza per lo spostamento delle masse d’aria umide atlantiche verso i paesi europei.
Come detto, la premessa sul “mesoclima” del vecchio continente è di fondamentale importanza, perché il clima di aree più ristrette non può non condividere le caratteristiche principali fin qui descritte, nonostante si creino una miriade di differenziazioni circoscritte condizionate principalmente dalla latitudine ed in subordine da fattori di carattere locale. Tra questi ultimi, uno dei più importanti consiste nell’effetto mitigatore del mare, che comporta la prevalenza dei caratteri temperati; laddove esso viene a mancare, nelle zone interne ed in altitudine, si assiste viceversa ad una accentuazione dei tratti continentali. Anche la presenza di una catena montuosa incide sensibilmente sul regime meteorologico, determinando tra l’altro una vasta gamma di diversificazioni.
A questo punto è possibile definire i tratti climatici generali dell’area settentrionale italiana: la posizione rispetto alle grandi masse d’acqua fanno distinguere una zona più temperata (la parte settentrionale delle coste adriatica e tirrenica e le rive dei laghi prealpini) da una più continentale, comprendente la Pianura Padana e le valli alpine.
Queste ultime, data la conformazione montuosa del territorio, possono presentare svariate situazioni climatiche: da quelle delle elevate altitudini, simili a quelle di zone sub-polari, alle ampie conche ben riscaldate dal sole, dal fondovalle ricco di laghi e di vegetazione ai freddi e spogli versanti esposti ai venti di settentrione. La presenza di una catena montuosa produce evidentemente un generalizzato raffreddamento; ma il particolare aspetto orografico può causare a livello locale l’effetto contrario. In questo ambito si inseriscono la città di Bolzano e le zone di fondovalle di gran parte della provincia, che rappresentano un interessante caso in cui vari agenti mitigatori concorrono alla formazione di un’area dal clima relativamente mite nel cuore della fredda regione alpina. Vari fattori di carattere locale permettono soprattutto al capoluogo altoatesino di presentare un andamento dei valori meteorologici che almeno per una parte dell’anno si discosta sensibilmente da quello di un clima fresco di montagna e finisce in alcuni casi per farle assumere connotati quasi mediterranei. Grazie alla sua particolare disposizione a semicerchio ed alle cime che in alcuni casi superano i 4000 metri il versante alpino funge infatti da vero e proprio “spartiacque meteorologico”, mantenendo le regioni poste sulla giogaia meridionale al riparo dalle fredde correnti di settentrione che provengono spesso direttamente dal Circolo Polare Artico e che altrimenti penetrerebbero indisturbate verso la Pianura Padana. Una rapida occhiata su di una cartina fisica è sufficiente non solo per dare conferma a quanto detto, ma anche per notare come l’angolo orientale della catena alpina sia costituito da una serie quasi ininterrotta di gruppi e vette, che in corrispondenza della provincia altoatesina lasciano uno spiraglio verso il nord solo in due punti, ai 1500 metri del Passo Resia ed ai 1370 metri del Passo del Brennero. Di questa azione protettiva beneficia ovviamente tutta l’Italia del nord, anzi non è raro in questi casi che freddo e neve imperversino sulle regioni alpine d’oltreconfine e su buona parte della penisola italiana, dalla Toscana fino all’Appennino meridionale, mentre a Bolzano, Torino o Milano il sole splende e la temperatura può anche essere accettabile; la città altoatesina trae però ulteriori vantaggi dal fatto di essere incassata in una conca ben chiusa verso nord (nella sua parte orientale la catena alpina raggiunge la massima larghezza con 260 chilometri) e verso est (lo sbarramento costituito dalle Dolomiti risulta anch’esso di grande importanza dal punto di vista climatico in quanto opera uno sbarramento alle fredde correnti orientali) e leggermente rivolta verso Mezzogiorno, cosa che favorisce una efficace azione di riscaldamento diurno nelle giornate di sole, in tutte le stagioni. Ne conseguono forti differenziazioni climatiche nel ristretto ambito provinciale, che creano evidentemente non pochi problemi al meteorologo; rendendo decisamente complicato lo studio dei fenomeni di interazione.
Paradossalmente quindi sono proprio le montagne che, nonostante su vasta scala determinino un generale raffreddamento, contribuiscono localmente ad addolcire i rigori invernali in pianura rendendo la città di Bolzano e le contrade della Bassa Atesina una specie di grande “isola” a clima mite se rapportato a quello di altre località distanti in certi casi solo pochi chilometri in linea d’aria. Detto questo, non va trascurata la modesta altitudine (tra i 200 ed i 300 m) alla quale si trova la piana lungo il letto del fiume Adige fino alla zona del meranese, una eccezione per l’Alto Adige, che vede ben il 64% del suo territorio oltre i 1.500 metri.
In sostanza, ben 2/3 della provincia possono vantare una favorevole esposizione a Mezzogiorno, e comunque gran parte del territorio gode di una buona protezione dalle correnti settentrionali, inoltre tutta la Bassa Atesina e la Valle dell’Adige fino a Merano e quella dell’Isarco fino a Bressanone sono situate a bassa quota e formano, dal punto di vista climatico, un “distretto submediterraneo”; ma la sinergia di tutti i componenti citati trova nella conca bolzanina una delle sue migliori espressioni.
In sostanza, la città ed i dintorni godono di una variante moderata del severo clima alpino, anche se la lontananza dal mare non permette un deciso contenimento degli estremi stagionali.
Il clima di Bolzano può essere definito temperato-continentale mitteleuropeo.
Marco Bonatti