Cosa non sappiamo dei Dinosauri
Scorrendo il mio sito mi sono reso conto che non esiste una pagina dedicata ai Dinosauri!
Certo, nel mio libro "Dalla Tetide alle Dolomiti" la storia del pianeta Terra viene analizzata in molte delle sue sfaccettature, e quindi anche l'argomento dinosauri viene in qualche modo affrontato, ma mancava qualcosa di specifico sull'argomento.
Si tratta di una mancanza davvero singolare, visto che i Dinosauri, per me come per tanti altri bambini, hanno rappresentato il primo motivo (in ordine di tempo) di interesse verso un argomento scientifico. Ricordo ancora i lunghi pomeriggi d'inverno trascorsi a ricalcare le paurose bocche dei Tirannosauri e le forme spropositate dei Brontosauri... il modo più divertente di avvicinarsi allo studio della Natura e dei suoi... "fenomeni", è proprio il caso di dirlo!
Ebbene, voglio in qualche modo rimediare alla mancanza dedicando un pezzo a questa favolosa classe di animali che più di ogni altra ha saputo solleticato la mia fantasia. Cercherò di dare un taglio particolare al tutto parlando di ciò che normalmente non sappiamo dei Dinosauri, per far cadere pregiudizi e luoghi comuni che, come in altri campi della scienza, influenzano negativamente le nostre conoscenze.
A questo proposito va innanzitutto premesso che i Dinosauri appartenevano alla classe dei rettili, o sauri. Tale classe di divide in tre sottoclassi: lepidosauri (serpenti e lucertole), anapsidi (tartarughe ed altri rettili estinti) ed arcosauri, a cui appartengono anche i Dinosauri con gli ordini Saurischia ed Ornithischia oltre ai Crocodilia (coccodrilli), Pterosauria (lucertole volanti) e Thecodontia (il gruppo più antico dal quale si sono evoluti gli altri quattro ordini). Da notare che solo l'ordine Crocodilia comprende specie ancora viventi.
Questa classificazione sistematica, all'apparenza complessa, può essere semplificata nel seguente schema:

Un'altra cosa che salta all'occhio è che la "parentela" dei Dinosauri con tartarughe e serpenti non è poi così stretta come si potrebbe pensare... è un po' come mettere a confronto un uomo ed una foca.
Da sottolineare poi, tenendo sempre sott'occhio l'immagine, che i rettili volanti, così come quelli marini, non erano dinosauri: i dinosauri insomma non volavano, né nuotavano! I rettili che conquistarono i regni dell'acqua e dell'aria erano dunque, se vogliamo fare una battuta, loro zii o nipoti.
Ma qual è, nell'immaginario collettivo, la caratteristica principale di un Dinosauro? Di certo molti ribatterebbero: le dimensioni eccezionali. Ebbene, la risposta è, almeno in parte, sbagliata: esistevano dinosauri di ogni dimensione, da quelle di una gallina a quelle di un palazzo di nove piani (un Seismosauro adulto poteva raggiungere i 25 mt di altezza ed i 45 di lunghezza)!
Come ogni altra forma animale e vegetale, i dinosauri si diversificarono e specializzarono per occupare la più vasta gamma possibile di habitat: un adattamento alla vita nel sottobosco, per esempio, presupponeva dimensioni ridotte. Anche gli animali spazzini sono generalmente di dimensioni medio piccole. Grosse dimensioni vengono invece in aiuto quando bisogna difendersi da predatori altrettanto imponenti o potrebbero rivelarsi utili nel caso in cui vi sia la necessità di mantenere il più a lungo possibile il calore corporeo in un contesto climatico fresco.
Altri, cercando di scavare nelle rimembranze scolastiche, potrebbero affermare che i Dinosauri erano animali feroci... un fondo di verità c'è, in effetti, se consideriamo il fatto che il termine "dinosauro" deriva dal greco e si potrebbe tradurre in "lucertole terribili". Ma anche in questo caso la realtà di discosta un po' dall'immaginario collettivo: come detto, questi rettili si diversificarono in una moltitudine di forme, molte delle quali erbivore. L'esperienza ci dice che, nel regno animale dei nostri giorni, l'aggressività è una caratteristica dei carnivori ed è plausibile che la stessa regola valesse anche nel Mesozoico.
Dato che è stata nominata l'era dei grandi Rettili, il Mesozoico appunto, è il caso di fare un po' di chiarezza sulle dimensioni temporali con cui si ha a che fare. Per restare in tema con il titolo, diciamo una cosa che molti ignorano: i Dinosauri non hanno nulla a che fare con i nostri antenati! Le raffigurazioni in cui essi vengono accostati agli uomini primitivi sono del tutto errate. Le "lucertole terribili" si estinsero circa 65 milioni di anni fa, mentre i nostri più remoti progenitori (con questa espressione si intendono forme almeno lontanamente antropomorfe) si fanno risalire ad alcuni milioni di anni fa. Ci sono almeno 60 milioni di anni tra la morte dell'ultimo dinosauro e la nascita del primo uomo...
Per fornire una precisa collocazione temporale, va detto che il regno dei Dinosauri copre un intervallo di tempo che va dalla metà del periodo Triassico (230 milioni di anni fa) alla fine del Cretaceo (65 milioni di anni fa). Il seguente schema può chiarire il concetto:
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ERA |
Periodi ed epoche (tra parentesi l’inizio in milioni di anni fa). |
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Archeozoico |
Archeano (4500) |
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Da 4,5 miliardi di anni fa a 544 milioni di anni fa. |
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Algonchiano (2500) |
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Paleozoico |
Cambriano (544) |
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Da 544 a 250 milioni di anni fa. |
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Ordoviciano (510) |
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Siluriano (436) |
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Devoniano (410) |
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Carbonifero (354) |
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Permiano (290) |
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Mesozoico |
Triassico
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Scitico (250) |
Da 250 a 65 milioni di anni fa. |
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Anisico (240) |
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Ladinico (236) |
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Carnico (230) |
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Norico (220) |
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Retico (215) |
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Giurassico |
Lias (205) |
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Dogger (180) |
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Malm (152) |
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Cretaceo |
Inferiore (140) |
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Superiore (95) |
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Cenozoico |
Paleogene
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Paleocene (65) |
Da 65 milioni di anni fa ad oggi. |
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Eocene (55) |
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Oligocene (36) |
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Neogene
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Miocene (23) |
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Pliocene (5,5) |
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Pleistocene (2,5) |
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Olocene (0,01) |
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Altro concetto da sottolineare: molte forme dinosauriane si susseguirono nel corso di questo vasto intervallo temporale! Non si pensi, ad esempio, che la specie Tyrannosaurus sia apparsa nel Triassico e si sia estinta alla fine del Cretaceo. Vi fu invece di una continua evoluzione e selezione delle specie, con forme mutevoli perché sempre diversi erano gli ambienti a cui esse si dovevano adattare.
A questo proposito possiamo anche dire che, a dispetto dei grandi proclami fatti ad intervalli regolari dai media, poco sappiamo delle cause che portarono all'estinzione dei Dinosauri. Si parla di uno o più meteoriti di grandi dimensioni venuti a sconvolgere il clima o di eruzioni vulcaniche a livello planetario. Per vari motivi, queste rimangono ancora semplici teorie; non è ancora chiaro, infatti, perché molte altre specie animali superarono indenni il traumatico passaggio dal Cretaceo (Mesozoico) al Paleocene, il primo periodo del Cenozoico.
Tra l'altro, è poco plausibile che l'estinzione dei dinosauri sia stata un evento praticamente istantaneo, come spesso si vuole far credere; è probabile invece che la transizione verso il regono dei mammiferi sia avvenuta nel corso di diverse migliaia o centinaia di migliaia di anni, durante i quali potrebbero essersi instaurate nuove condizioni ambientali sfavorevoli ai rettili. Non diamo dunque per scontate quelle che sono ancora semplici teorie, a volte elaborate e "pilotate" in modo da risultare appetibili per i media.
Altro aspetto dei dinosauri, a dir poco sconcertante, che molti non conoscono: probabilmente i loro veri "discendenti" sono gli uccelli! Questa classe di animali, infatti, si differenziò dai dinosauri già nel Giurassico, quando un sottogruppo, quello dei "celurosauri", iniziò un cammino evolutivo indipendente che lo portò a coprirsi gradualmente di penne e di piume. Il primo rappresentante di questo nuovo gruppo di animali è il mitico Archaeopteryx. Si parla comunque, è il caso di precisarlo, di processi evolutivi che si svolsero nell'arco di milioni di anni!

Un ultimo argomento da affrontare, non in ordine di importanza, è l'annosa questione della presunta "stupidità" dei dinosauri. Per lungo tempo, si è pensato che tali animali fossero dotati di scarsa intelligenza. Molti di questi rettili, infatti, possedevano scatole craniche di dimensioni ridotte in proporzione al resto del corpo. Queste argomentazioni, però, cozzano contro un semplice principio naturale: degli animali stupidi non avrebbero potuto regnare sulla Terra per oltre centocinquantamila millenni! Essi, almeno nel rapporto con il mondo primitivo che li circondava, dimostrarono invece grandi capacità di adattamento. Questo, fino a prova contraria, è segno di intelligenza.






