METEOGLOSSARIO


Anticiclone: è una zona di alta pressione, generalmente caratterizzata da tempo bello e stabile, soprattutto in estate. Due sono i grandi anticicloni che condizionano il tempo sia della città di Bolzano, sia più in generale di tutta la regione centro-europea: quello delle Azzorre, che nel periodo estivo garantisce clima caldo ed asciutto, e quello russo-siberiano, frequente nel semestre freddo e causa di giornate con cielo sereno ma molto fredde e ventose.
Atmosfera: è l’involucro gassoso di un pianeta. Nel caso della Terra, esso è costituito in gran parte di azoto ed ossigeno. La parte più bassa (troposfera, fino a 10 km circa dal suolo), dove si svolgono tutti i fenomeni meteorologici, è caratterizzata da una diminuzione della temperatura e della pressione in funzione dell’altitudine. Mentre la prima diminuisce costantemente (in media 0,55 °C per 100 metri di salita), la pressione mostra una rapida caduta negli strati inferiori, più densi e quindi più pesanti: al livello del mare essa decresce di circa 1 millibar ogni 8 metri di salita, mentre già oltre i 1000 metri tale diminuzione si è ridotta di 2/3.
Barometro: Strumento utilizzato per la misurazione della pressione atmosferica.
Brezza: vento di carattere locale, generalmente di modesta entità. Squilibri barici originati dal riscaldamento solare differenziato a seconda della natura del territorio (capacità termica, esposizione ecc) sono generalmente alla base della formazione delle brezze.
Cellula temporalesca: indica un’area occupata da uno o più cumulonembi, le nubi dalle quali si scatenano i temporali; di alta o di bassa pressione sono sinonimi di anticiclone (vedi) e depressione (vedi)
Ciclone: è sinonimo di depressione (vedi) per quanto riguarda le latitudini extratropicali (compresa quindi la città di Bolzano). Nelle zone equatoriali i cicloni hanno invece estensione più ridotta ma effetti talvolta devastanti.
Condensazione: processo per il quale una parte dell’umidità contenuta in una massa d’aria passa dallo stato gassoso a quello liquido. Ciò avviene se alla massa d’aria viene aggiunta altra umidità (vapore acqueo) o se la temperatura dell’aria stessa viene a diminuire. In entrambi i casi l’aria raggiunge ad un certo punto il valore di saturazione, ovvero uno stato nel quale essa non può più trattenere sotto forma gassosa tutta l’acqua che possiede. La condensazione libera una certa quantità di calore, detto calore latente, che assume fondamentale importanza nella formazione del vento di caduta chiamato Foehn.
Convezione: termine utilizzato per indicare il fenomeno per il quale, specie in estate a causa del forte riscaldamento del suolo, si formano delle correnti (convettive) dal basso verso l’alto che tendono a ristabilire una temperatura uniforme. In seno alle correnti convettive si formano spesso nubi di tipo cumuliforme che possono causare i temporali.
Depressione: zona della superficie terrestre dove vengono registrati valori bassi di pressione. Alcuni centri di bassa pressione si dicono semipermanenti perché rimangono attivi praticamente per tutto l’anno senza variare di molto la loro posizione. Uno di essi è il ciclone islandese, centrato sull’Atlantico settentrionale, fucina continua di sistemi nuvolosi che condizionano il tempo di buona parte dell’Europa. Ad essi sono associate depressioni di portata più ridotta, in rapido movimento da ovest verso est. Lungo la superficie di contatto tra due masse d’aria di natura differente si formano regolarmente depressioni più o meno approfondite, che trovano spesso il loro centro sul Mediterraneo. In questo caso (vedi figura 1) il maltempo può insistere anche sulla città di Bolzano per più giorni.
Escursione termica: in meteorologia indica la differenza di temperatura tra il valore minimo e quello massimo di una determinata località. Può essere annua, ed in questo caso si riferisce alla differenza tra i valori invernali e quelli estivi o giornaliera, indicante la differenza tra la minima notturna e la massima diurna.
Ettopascal: unità di misura della pressione atmosferica (centesima parte del Pascal); 1 Pascal corrisponde ad un Newton per metro quadrato. L’ettopascal ha sostituito nelle carte meteorologiche l’uso del millibar (vedi). Da notare che 1hp = 1 mb.
Figura barica: termine usato per indicare una zona di alta o bassa pressione.
Foehn: Vento mite e secco che dalla cresta di confine italo-austriaco scende verso il fondovalle causando repentini aumenti di temperatura ed un forte calo dell’umidità dell’aria. Quando una massa d’aria marittima polare o subpolare investe il versante alpino settentrionale, essa scarica gran parte della sua umidità in territorio austriaco subendo una ridotta diminuzione della sua temperatura durante la risalita verso il confine a causa del calore liberato con la condensazione. La compressione durante la successiva discesa accentua il processo di riscaldamento della massa d’aria.
Fronte caldo: è la linea immaginaria che separa un massa d’aria calda ( il settore caldo) associata ad una depressione da quella preesistente più fredda; il settore caldo nel suo spostamento, generalmente da SW verso NE, tende a sollevarsi producendo le caratteristiche nubi stratiformi che precedono la depressione. Il settore freddo è, invece, il limite più avanzato della parte fredda di una depressione. Il fronte freddo segue il passaggio della fase più marcata di maltempo determinata dalla bassa pressione e porta schiarite associate a residue precipitazioni a carattere di rovescio o temporalesche. Il suo spostamento da NW verso SE è piuttosto rapido tanto che ad un certo punto esso raggiunge il fronte caldo, determinando il completo sollevamento del settore caldo e la formazione di un fronte occluso
Gradiente termico: indica la variazione di temperatura tra due punti dello spazio. E’ verticale quando si fa riferimento alla diminuzione della temperatura in funzione dell’altitudine.
Grado centigrado (o grado Celsius): è l’unità di misura della temperatura in una delle più utilizzate scale termometriche, che assume come punti di riferimento la fusione del ghiaccio e l’ebollizione dell’acqua.
Igrometro: Strumento utilizzato per la misurazione dell’umidità relativa (vedi) dell’aria.
Impulso di aria fredda: (vedi anche fronte freddo): usato nel linguaggio meteorologico per indicare una massa di aria fredda che scende rapidamente dalle alte latitudini e provoca repentini mutamenti nelle condizioni del tempo. In estate esso interagisce con l’aria più calda presente alle nostre latitudini provocando forti temporali mentre in inverno preannuncia un periodo di tempo freddo, secco e ventoso.
Inversione termica: fenomeno per il quale, in mancanza di un significativo rimescolamento degli strati bassi dell’atmosfera (indotti dal vento o dal riscaldamento solare), si produce una “stratificazione “ della stessa, nella quale l’aria più fredda e pesante tende ad accumularsi nelle bassure mentre quella più calda vi si posiziona sopra, creando una configurazione molto stabile che può perdurare per diversi giorni. La conca bolzanina, proprio per la sua morfologia, è luogo ideale per la formazione di un cuscinetto di aria fredda specie quando, nel periodo invernale, un’area di alta pressione invade la regione alpina creando i presupposti per l’inversione termica. Non essendoci un adeguato ricambio della massa d’aria, vari tipi di inquinanti possono man mano concentrarsi nei bassi strati e solo decise correnti da nord o l’ingresso di una depressione con una totale sostituzione della massa d’aria preesistente possono risolvere una situazione che in alcuni casi ha portato alla circolazione a targhe alterne.
Isobare: linee congiungenti idealmente tutti i punti della superficie terrestre aventi la medesima pressione. Vengono usate sulle carte meteorologiche per evidenziare anticicloni e depressioni.
Isoterme: linee congiungenti idealmente tutti i punti della superficie terrestre aventi la medesima temperatura (solitamente si fa riferimento alla temperatura media).
Millibar: unità di misura della pressione atmosferica (millesima parte del Bar); 1 millibar è pari alla pressione esercitata da una colonna di mercurio alta 0,75 millimetri e con una sezione di un centimetro quadrato. Viene abbreviato in mb. Dal 1986 è stato sostituito dall’ ettopascal (vedi).
Nubi lenticolari: sono nubi di tipo orografico, in quanto si formano in seguito alle deviazioni subite da un flusso d’aria a causa della conformazione del territorio, per esempio in presenza di una catena montuosa. Le nubi l. hanno una particolare forma a lente (da qui il nome) e sono talora osservabili in prossimità delle creste più elevate in caso di una forte corrente settentrionale che scavalca l’arco alpino.
Nuclei di condensazione: particelle in sospensione nell’atmosfera di varia provenienza (sale, polveri ecc) attorno alle quali condensano le goccioline di pioggia od i cristalli di neve.
Pressione atmosferica: indica il peso della colonna d’aria soprastante. Viene misurata in ettopascal (vedi). Generalmente a condizioni di tempo buono si associano valori alti di pressione e viceversa.
Promontorio: E’ la propaggine di un anticiclone. Un promontorio di alta pressione, estensione dell’Anticiclone delle Azzorre, può frapporsi tra due depressioni atlantiche. Se esso è abbastanza robusto può interrompere il flusso perturbato proveniente dall’Atlantico e riportare condizioni di tempo stabile.
Perturbazione: variazione del tempo, solitamente accompagnata da fenomeni quali piogge, venti ecc. Nel linguaggio dei media il termine indica più specificatamente un esteso corpo nuvoloso che causa pioggie o nevicate diffuse.
Piovasco: breve precipitazione localizzata e di modesta entità; solitamente i piovaschi interessano a “macchia di leopardo” una zona relativamente estesa.
Pluviometro: strumento utilizzato per la misurazione della quantità di pioggia caduta (litri per m2)
Rovescio: precipitazione di breve durata, solitamente intensa e originatasi da nubi di tipo cumuliforme.
Saccatura: zona di bassa pressione originata dall’estensione di una depressione “madre”. Ad essa sono associate condizioni di maltempo.
Stau: indica l’addensarsi di corpi nuvolosi su di un versante che si trovi sopravvento rispetto a correnti umide. Il versante opposto, sottovento, potrebbe interessato dal Foehn.
Scorrimento caldo: fenomeno per il quale le correnti associate al fronte caldo (vedi) producono una nuvolosità di carattere stratiforme che si intensifica man mano che la depressione si avvicina. Tali correnti tendono infatti a scorrere sopra il cuscino di aria al suolo più fredda causando la tipica velatura del cielo specie nel periodo invernale.
Termica: “bolla” d’aria indotta a salire dal riscaldamento solare. Se il gradiente termico verticale (vedi) è forte (ovvero se in quota l’aria è molto più fredda che a contato con il suolo) la bolla darà il via alla formazione di una nube cumuliforme ed eventualmente di un temporale.
Umidità: indica la presenza di vapore acqueo nell’atmosfera. L’umidità assoluta quantifica il numero di grammi di acqua presente in un metro cubo d’aria, quella relativa esprime il rapporto tra la quantità di vapore acqueo presente in una data massa d’aria e quella necessaria per rendere satura la massa stessa. Un vento secco come il Foehn presenta una umidità relativa piuttosto bassa (20-30%), mentre le correnti umide atlantiche spingono talvolta l’igrometro verso valori del 100%.
Marco Bonatti