Geometeo ferragostano nella valle del Piave
La partenza per il mare è, per ogni italiano che si rispetti, un rito atteso con ansia per tutto l'anno. Qualunque sia la destinazione, Adriatico, Tirreno od isole, da maggio a settembre il clima mediterraneo garantisce un numero impressionante di calde e tranquille giornate di sole.
Quando il viaggio si trasforma in una interessante quanto inaspettata visita al museo più bello e più grande del mondo, quello della Natura, ecco che la vacanza diventa perfetta.
Un esempio? Per raggiungere l'alto Adriatico, i miei corregionali scelgano per una volta la seguente alternativa: invece dell'autostrada del Brennero o della Valsugana, si percorra il solco del fiume Piave, che nei millenni ha aperto un varco nelle Prealpi bellunesi fino a sboccare a pochi chilometri da Treviso, non lontano dal mare.
Basta lasciare la Valsugana in corrispondenza del paese di Primolano, prendendo la direzione Feltre-Belluno. Il tratto da Feltre a Quero è una grandiosa dimostrazione di ciò che il ghiacciaio würmiano ha saputo produrre nel corso degli ultimi centomila anni.
Lasciato alle spalle il capoluogo feltrino, infatti, ci troviamo improvvisamente in una valle che sembra un modello in miniatura di quella dell'Adige; anche per questo l'osservazione risulta facilitata.
Il solco ha la stessa forma a truogolo scavato nelle rocce calcaree, ed allo stesso modo assume una configurazione a "V", tipica morfologia fluviale, solo in corrispondenza dell'alveo del Fiume Piave.
Ma le peculiarità della zona non finiscono qui: nei dintorni di Quero un arco collinare annuncia al viaggiatore lo sbocco in pianura. Queste colline formano quello che in gergo tecnico si chiama "anfiteatro morenico" e sono costituite dall'enorme ammasso di sedimenti accatastati dalla parte terminale del ghiacciaio, che proprio a Quero ha sostato per diverso tempo all'apice dell'ultima glaciazione, esattamente ciò che fece nello stesso periodo il ghiacciaio atesino a sud del Lago di Garda.
Non è facile tenere lo sguardo fisso sulla strada, quando ogni dettaglio dell'ambiente circostante ha così tanto da offrire, per esempio il verdissimo Montello, posto circa 15 km a NNW di Treviso, una piatta dorsale calcarea che sorge curiosamente dalla pianura.
E c'è anche spazio per altre interessanti considerazioni: rivolgendo lo sguardo verso i monti circostanti, non si può non notare infatti il baluardo del monte Cesen, che si innalza improvvisamente dalla pianura trevigiana. Proprio in corrispondenza delle Prealpi venete si verifica un curioso fenomeno meteorologico. L'umidità proveniente dal mare, trasportata dalle brezze verso l'interno per decine di chilometri, giunge in corrispondenza dei suddetti rilievi ed è costretta a salire, determinando la condensazione del vapore acqueo contenuto. L'aria, raffreddandosi, non è più in grado di trattenere lo stesso quantitativo di umidità; si formano così a livello prettamente locale annuvolamenti e piogge. Nello stesso tempo, a pochi chilometri di distanza sia in direzione nord che sud, il sole domina indisturbato...
Sapersi guardare intorno è bello ed istruttivo, anche mentre si va al mare!
Marco Bonatti






