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Marco Antonini, classe 1961

Marco impegnato sui tornanti dello Stelvio: è la moto che lo sta superando o il contrario?

Descrivere a dovere il "personaggio" Marco Antonini significherebbe riuscire a cogliere il motivo che spinge tanti appassionati a impiegare il già pochissimo tempo libero a disposizione per praticare uno sport di fatica: un'impresa impossibile.
Perché la vita che Marco conduce sarebbe per molti già fin troppo impegnativa anche senza la passione per il ciclismo. La sua giornata inizia la mattina presto con un lungo trasferimento in auto verso l'ufficio e termina solo verso sera, dopo cervellotiche sedute al computer e pause mensa sempre troppo risicate.
Ce ne sarebbe abbastanza per ridurre ai minimi termini molti di noi: al suo ritorno a casa, oltretutto, Marco deve "subire" l'assalto dei suoi bimbi che, come tutti i figli del mondo, considerano i papà alla stregua di macchinette che si accendono e si spengono al loro comando.
Dove certe persone trovino ancora la forza per coltivare una passione non certo riposante come il ciclismo è, come detto, un vero e proprio mistero.
Marco è uno di queste. E ci riesce con risultati davvero apprezzabili. Al trofeo Bonatti non può certo competere con chi può dedicare all'allenamento dieci o più ore la settimana, ma le sue prestazioni sono superiori a quelle di un semplice cicloturista, tanto che, per fare un paio di esempi, né lo Stelvio né il ripidissimo tratto finale sull'asfalto scivoloso dell'eremo di Montecastello, nel marzo 2006, sono riusciti a fargli mettere il piede a terra.
Al di là di confronti, tempi e classifiche di vario genere, ritengo sia questo l'aspetto che più lo caratterizza e gli rende merito.
Ecco perché Marco va considerato un esempio di sportivo vero, che ama la bicicletta senza compromessi, nonostante essa non gli porterà mai gloria e onori. Per questo, e per la sua carica di simpatia e disponibilità non comuni, lo considero il partecipante ideale al trofeo Bonatti.
Non è un riconoscimento che gli varrà un articolo sulla "Gazzetta", ma è fatto con tutto il cuore :-)
Marco Bonatti