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Bici e treno, l'accoppiata vincente!


Dopo le positive esperienze di questi ultimi anni, mi sembra giunto il momento di rendere omaggio a ciò che ha dato nuova linfa al mio entusiasmo di pedalatore: l'accoppiata bici+treno! Smessi ormai da un po' di tempo i panni dell'agonista e con il trofeo Bonatti che procede a singhiozzo per gli impegni sempre più soffocanti, questa fantastica soluzione mi ha permesso infatti di andare alla scoperta di percorsi nuovi di zecca.
Ma il bici+treno non è solo un modo per aprire nuovi orizzonti: rende infatti il ciclismo uno sport ancora più ecologico slegandolo completamente dall'utilizzo dell'automobile, annulla i problemi degli spostamenti su gomma (traffico, pedaggi autostradali, benzina, rischi di incidenti...), dà la possibilità di sfruttare (leggendo o studiando) i tempi altrimenti morti del viaggio e dulcis in fundo permette anche di contenere le spese!
Ci sono alcune cose da sapere per chi vuole cimentarsi nel bici+treno, e con l'esperienza accumulata sono ormai in grado di dare qualche consiglio che potrebbe risultare utile.
Prima di tutto conviene studiare tragitti che non prevedano partenze o arrivi nelle stazioni principali, perlomeno in periodi e orari di forte affollamento. Per quanto maneggevole, una bici limita i movimenti quando ci si trova in luoghi molto frequentati e magari si ha un po' di fretta.
È importante programmare al meglio il viaggio, con un occhio di riguardo agli orari, che sono comunque chiaramente riportati sul sito di Trenitalia (www.trenitalia.com). Meglio stare abbastanza larghi con i tempi, soprattutto per quanto riguarda il ritorno, considerato che spesso mi sono trovato nella necessità, prima di risalire sul treno, di darmi una rinfrescata e mangiare qualcosa.
I convogli destinati al trasporto di biciclette montate sono i regionali e i regionali veloci (nonché gli Eurocity, che però non ho mai provato), ma non proprio tutti: mi è capitato di salire fiduciosamente su un regionale che da Verona andava a Vicenza e di essere accettato a bordo (fortuna che ho trovato un capotreno comprensivo!) solamente perché semivuoto. In questo caso infatti nessuna delle carrozze aveva uno spazio destinato alla mia due ruote.
Il trasporto della bici montata non è consentito invece sui treni di lungo percorso (intercity, Eurostar, treni freccia). In ogni caso sul sito di Trenitalia si possono ottenere tutte le informazioni necessarie. L'abilitazione al trasporto bici, in internet e sulla tabelle orarie affisse in stazione, è indicato da un'apposita iconcina tra le informazioni di dettaglio.
Per chi utilizza la tratta del Brennero, la carrozza-bici è sempre quella a nord: meglio saperlo prima, piuttosto che dover risalire di fretta tutto il convoglio per raggiungere il vagone giusto! Quindi se si viaggia verso Verona bisognerà salire sulla carrozza di coda, mentre sul treno diretto verso il confine ci si posizionerà proprio a ridosso del guidatore.
Sui treni più datati si trova una carrozza che dispone di rastrelliere verticali, dove la bici viene appesa per la ruota anteriore all'apposito gancio. Mi capita talvolta di sistemarmi in qualche modo proprio lì; se il controllore ha qualcosa da obbiettare ci si può accomodare nello scompartimento vicino, potendo comunque tenere sott'occhio la bici grazie agli ampi finestrini delle porte divisorie. Sui nuovi treni, invece, le cose purtroppo si sono fatte più complicate, in quanto gli spazi bici sono a stretto contatto con posti a sedere e passeggeri in transito... come dire che se una cosa funziona ci si impegna a peggiorarla! :-/
Il viaggio in treno, questo è risaputo, passa più velocemente se ci si dedica alla lettura. Ecco dunque che basta qualche pagina fotocopiata di un libro, magari uno di quelli che a casa non si trova mai il tempo di leggere, per dare un valore aggiunto alla nostra giornata!
Per quanto riguarda la bici, che sia una vecchia MTB o la specialissima da corsa, il rischio furto è ovviamente da non sottovalutare. Un antifurto a cavo (leggero, magari a combinazione per evitare di perdere la chiave del lucchetto...) può essere utile se ci si deve allontanare per qualche motivo. Inutile dire che gli oggetti importanti (soldi, carta di identità, biglietto del treno, cellulare...) vanno tenuti con sé. Trovarsi senza biglietto, senza documenti e senza soldi a cento o più chilometri da casa non è certo una prospettiva esaltante! Per la massima sicurezza, io porto sempre con me anche il Bancomat: male che vada, sarò in grado di comprare una nuova bici o noleggiare un aereo ;-)
Parlando degli oggetti che si portano con sé non si può non citare uno dei (pochi) difetti dello spostarsi in treno: non avendo un "quartier generale" dove lasciare un ricambio, acqua per rinfrescarsi eccetera, tutto l'armamentario, sia pur ridotto all'osso, deve trovare posto sul ciclista o sulla bici. Conviene dotarsi quindi di uno borsetta supplementare da applicare al mezzo (ve ne sono di tutte le forme e misure), ma è chiaro che spostarsi quando fa freddo (soprattutto se si prevede di sudare molto) diventa un po' più problematico: si rischia di avere un bagaglio troppo ingombrante. Bici+treno, quindi, preferibilmente tra aprile e ottobre, prediligendo per ovvi motivi primavera e autunno!
Talvolta nei miei viaggi opto per la bici da trekking: si tratta di una via di mezzo tra una MTB e una bici sportiva, è adatta anche allo sterrato leggero, è decisamente meno costosa e meno "delicata" della specialissima da corsa, sia per quanto riguarda gli eventuali graffi che dovesse riportare in treno, sia per le forature che rischiano di sconvolgere i piani della giornata.
Argomento biglietti: all'ultimo aggiornamento della pagina (2018) il giornaliero per la bici costa 3,5 Euro, acquistabile sia alle biglietterie tradizionali sia a quelle automatiche (ma non online) selezionando "altri servizi". Ipotizzando un viaggio di circa 200 km tra andata e ritorno, la spesa totali si aggira sui 20 Euro; aggiungendone un'altra manciata per un panino e una bibita l'importo totale di un giro bici+treno risulta accessibile a chiunque!
Un'altra nota dolente del bici+treno può essere il sovraffollamento: non sono pochi infatti coloro (soprattutto germanici) che utilizzano questa soluzione per allargare i propri orizzonti ciclistici. Se da una parte questo può permettere di scambiare quattro chiacchiere con dei "colleghi", dall'altra può diventare spiacevole fare il viaggio di ritorno in situazioni limite, costretto in piedi, stanco e sudato. Il regolamento prevede addirittura che il capotreno possa impedire la salita ad altri ciclisti quando l'apposita carrozza è già piena; sono stato testimone, per fortuna non coinvolto, di un caso del genere. Per questo io prediligo i mesi primaverili e quelli autunnali (e gli orari senza studenti e pendolari...): nella maggior parte dei casi mi trovo a disporre di una carrozza tutta per me! Cosa potrei chiedere di più? :-)
Fin qui ciò che riguarda il "bici+treno" tradizionale, quello disponibile, come detto, sulle tratte regionali e interregionali. Altro paio di maniche è smontare la bici e riporla nell'apposita sacca. In questo caso potremmo trovare posto anche sul Frecciarossa (senza pagare supplementi, in quanto la bici smontata viene equiparata a una normale valigia) e gli orizzonti si amplierebbero a dismisura... ma si pone il problema del luogo in cui lasciare la sacca (magari al deposito bagagli?) e non va trascurato il fatto che, per quanto pulita possa essere, le operazioni di montaggio/smontaggio del mezzo comportano normalmente qualche segnaccio di unto sulle mani... per ora quindi mi accontento così, in futuro chissà...
Aggiornamento 2017: il futuro è arrivato e ha preso una strada un po' diversa! :-D In alcune occasioni ho preferito infatti (pur continuando a viaggiare in treno) noleggiare la bici sul posto!

Ricapitolando:
VANTAGGI del bici+treno: ecologico, sicuro, economico, stimolante.
DIFETTI: mancanza di appoggi esterni... ma questo può dare un pizzico di avventura in più al nostro viaggio ;-)
UN SUGGERIMENTO: l'utilizzo delle scarpe da MTB permette di camminare agevolmente, soprattutto quando si ha fretta, e di salire/scendere dal treno senza rischiare l'osso del collo! ;-)
A questo link altre utilissime informazioni!

BUON BICI+TRENO A TUTTI!
La bici in treno sui vecchi convogli...
La bici in treno sui vecchi convogli...
La bici su un treno nuovo
...e la bici su uno dei nuovi regionali sulla linea del Brennero. Della serie: come rovinare qualcosa che funzionava! I posti bici sono posizionati in corrispondenza di seggiolini ribaltabili, in promiscuità con i passeggeri, quindi se qualcuno si siede non si sa più dove posizionare la bici!
Marco Bonatti

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