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Il decalogo del ciclista urbano

A spasso per Internet, ho trovato questo decalogo del ciclista urbano. Si tratta di pillole di saggezza che potrebbero rivelarsi estremamente utili...
1. Facciamoci rispettare! La bicicletta è democratica e rispettosa. Non fa rumore, non inquina e occupa poco spazio. Pretendiamo quindi che le venga sempre riconosciuta la dignità che merita.
2. Teniamo la destra, ma non troppo. Lo sportello dell'automobilista distratto, il tombino sporgente, il muso di un'auto in uscita da un passo carraio, il pedone pronto a scendere dal marciapiede sono sempre in agguato. Teniamoci alla larga dal ciglio della strada anche per riservarci un margine di sicurezza per difenderci dal camion che troppo disinvoltamente ci "fa il pelo".
3. Sorpasso a destra: si può. Alle biciclette è consentito di sorpassare a destra una colonna di veicoli fermi o in lento movimento. Fate molta attenzione quando passate a destra delle auto incolonnate e radente alle auto in sosta. Assicuratevi che nessuno apra lo sportello e usate il campanello senza risparmio. Molto attenti in prossimità dei semafori, la colonna si muove e qualcuno può svoltare a destra. Mai sorpassare a destra un camion o una corriera se non siete più che certi che sono e resteranno fermi.
4. Andante con brio. In città un'andatura sostenuta, ma senza eccessi, offre molta più sicurezza di un incedere lento. In bici, a bassa velocità, l'equilibrio è minore. Inoltre il ciclista che si muove disinvolto, quasi alla stessa velocità delle auto, incute maggior rispetto e l'automobilista ha più tempo per individuarlo.
5. Facciamoci vedere! Il ciclista, senza per questo essere un esibizionista, deve sempre rendersi visibile. Buona parte degli incidenti derivano proprio dal non essere visti. Abbigliamento colorato o sgargiante e catarifrangenti sempre puliti sono un elemento importante per la nostra sicurezza e, non appena la visibilità comincia a scarseggiare, accendiamo senza indugio i fanali. In caso di pioggia e freddo evitate indumenti troppo svolazzanti e i vietatissimi ombrelli.
6. Mani in alto! Imponiamoci di segnalare sempre alzando le braccia, in maniera chiara e decisa, di lato per i cambi di direzione o in alto per le fermate improvvise. Agli altri utenti della strada dobbiamo sempre far capire le nostre intenzioni.
7. Usa le zebre. Nei grossi incroci, dove il traffico è intenso, e in condizioni di scarsa visibilità è meglio non rischiare e scendere dalla bici per utilizzare gli attraversamenti pedonali.
8. Tutti in pista! Al ciclista è fatto obbligo di usare, laddove esistono, le piste ciclabili. Se disgraziatamente ci investono mentre pedaliamo sulla strada e non sulla pista ciclabile la responsabilità sarà tutta nostra. Aggiunta mia: dipende! Per la segnalazione delle ciclabili esistono precise norme di legge; se esse non vengono rispettate, semplicemente il percorso... non è ciclabile!
9. Tiriamo la corda. La nostra sicurezza si basa anche sull'efficienza del mezzo. Controlliamo frequentemente lo stato di freni e pneumatici senza dimenticarci dell'impianto elettrico.
10. Non facciamocela rubare... La bici è pur sempre un bene prezioso. Custodiamola nel modo migliore e non lesiniamo sui soldi da spendere per un buon lucchetto.

Undicesimo comandamento: mai fidarsi! Questa raccomandazione è una mia aggiunta, derivata da decenni di esperienza sulla strada: mai dare nulla per scontato! Tra maleducati, esaltati, prepotenti, gente che detesta per principio i pedalatori e semplici distratti posso tranquillamente affermare che almeno due terzi di chi guida un mezzo motorizzato può causare a noi pedalatori danni anche gravi in qualunque momento. Massima attenzione dunque agli incroci, anche e soprattutto quando si ha la precedenza, quando si viene affiancati da un'auto (troppo spesso capita che questa svolti a destra senza vederci o pur avendoci visto!) e in tutte quelle occasioni in cui incrociamo o transitiamo nei pressi di mezzi motorizzati.
La prudenza (anzi, la diffidenza) non è mai troppa!
Marco Bonatti