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Il bello e la bestia

Di questa prima avventura 2014 del Trofeo Bonatti ci sarebbe così tanto da raccontare, che non basterebbe un sito intero.
Anche questa volta siamo riusciti a confermare la regola che vede ogni prova più strampalata di quella precedente: e infatti è stato probabilmente battuto il record di ciclisti dispersi, di malintesi, di tempo trascorso in (talvolta vana) attesa, di fughe bidone e di deviazioni, tanto che l'itinerario tracciato sulla carta geografica sembra più un elettrocardiogramma che un percorso studiato a tavolino.
La giornata parte bene, con l'allegra compagnia formata da Lina, Gianni, Giovanni e Marco allargata a ben sette partecipanti grazie all'improvvisata di Paolo e Oswald e di Ugo, che si presenta al ritrovo di Rovereto... ma bastano due soli minuti di pedalate per far scoppiare il caos, sia per l'inaspettata chiusura della ciclabile a sud di Rovereto, sia per l'incredibile sparizione di Paolo. Inizia così un doppio pellegrinaggio, da una parte alla ricerca di Paolo, dall'altra per avere qualche dritta sul modo di rientrare in ciclabile; il tutto si risolve in una serie di sconcertanti avanti e indietro da una rotonda all'altra, tra mugugni e imprecazioni di vario genere.
Paolo non si trova nemmeno nel momento in cui, imboccata finalmente la ciclabile, ci produciamo in un inseguimento a oltre 40/h: nessuna traccia e nessuna risposta nemmeno al cellulare.
Ormai è chiaro che il BELLO (lo si può chiamare così, dato che Lina lo faceva oltre 20 anni più giovane...!) ci ha giocato un tiro mancino anche stavolta: l'eterno guascone ne ha combinata un'altra delle sue, non ci rimane che riprendere la marcia con la consapevolezza che prima o poi riapparirà, come sempre accade.
Si prosegue dunque pedalando a tratti sulla bella ciclabile lungo l'Adige, a tratti sulla provinciale, con dentro e fuori e avanti e indietro che tengono la media decisamente bassa. E' quasi mezzogiorno quando siamo a Caprino, alla base dell'unica vera salita di giornata. Si inizia l'ascesa tutti insieme, ma dopo un chilometro è già bagarre totale: Marco parte a tutta con la ferma intenzione di annullare l'enorme vantaggio accumulato da Paolo e ci riesce in extremis, recuperandogli oltre 20', superandolo a gran velocità proprio all'entrata del piccolo paese di Lumini e guadagnandosi così il titolo di BESTIA di giornata.
Ma nessuno si risparmia, e non passano che pochi minuti prima che Giovanni appaia all'orizzonte con la sua inconfondibile pedalata a mo' di un grillo, come la definisce il DS Carlo, oggi assente; subito dopo ecco Gianni, che avrebbe fornito prestazione ben migliore se non si fosse fermato a scattare foto in salita; dopo qualche altro minuto arriva Ugo, che scopriamo solo ora essere il titolare della nota società Ugo Bike, quindi Oswald, che nonostante una bici non proprio superleggera (si parla addirittura di 17 kg!) ha deciso di salire con le proprie forze senza innestare il piccolo motore elettrico a disposizione. Manca solo Lina, ed eccola arrivare dopo una saggia gestione delle proprie forze, in compagnia di Gianni che ha fatto la salita una volta e mezza!
Un bel piatto di tagliatelle agli asparagi al ristorante del paese e poi via allo scatto selvaggio, ma con le macchine fotografiche, non con le biciclette! ;-)
La discesa verso Brenzone, oltre a panorami da favola sul Garda, riserva inevitabilmente altri equivoci, scambi di percorso, sparizioni di atleti, e dopo il laborioso ricompattamento sul lago arriva la ciliegina sulla torta con la foratura di Lina: poco male, uno stuolo di ben sei cavalieri è pronta a servirla!
Si va avanti a fisarmonica fino a Torbole, dove avviene un nuovo ricompattamento che dura però poco, e alla fine a Rovereto, dopo 120 km circa, ci si ritrova in sei perché manca Oswald: disperso o semplicemente alla prese con un bel gelato a Mori? La fretta di rientrare a casa non ci permette di verificarlo, sarà lui a svelarci l'arcano alla prossima occasione! ;-)

Il commento del DS:

Sulla base di quanto riferito da Marco, queste le mie osservazioni:
Menzione speciale per due partecipanti: Oswald, che pedalava su un mezzo decisamente meno scorrevole di una bici da corsa, e Gianni per la cavalleria dimostrata nei confronti di Lina; mi sembra di capire che in alcuni momenti avrebbe potuto spingere di più.
Ammonizione per Marco per non avere usato la lucetta (che pure aveva sul casco) in galleria, e a Paolo: la sua "fuga silenziosa" ha creato troppo scompiglio nel gruppo e oltretutto non è servita a giungere per primo sul GPM di Lumini!
Spero di poter presto vedere Lina all'opera perché me ne dicono un gran bene, soprattutto in pianura. Aspetto di vederla competere con i maschietti anche in salita!
Devo dire che Marco ha scalato la Caprino-Lumini come una bestia, ma dal punto di vista atletico Giovanni ha fornito la prestazione più rilevante, se è vero che usa la bici da corsa poche volte all'anno; gli raccomando però di presentarsi alla prossima occasione con i pattini dei freni nuovi se non vuole subire penalizzazioni!
Un saluto a tutti, anche al nuovo acquisto Ugo. Alla prossima!


Marco Bonatti

La fotocronaca della giornata

Clicca sulle foto per ingrandirle


I vostri commenti su questa prova


Nome:Marco Bonatti
Commento:Nonostante l'ammonizione del DS, io sono soddisfatto: sulla Caprino-Lumini ho fatto quello che dovevo fare: recuperare oltre 20 minuti a Paolo e bruciarlo sul filo di lana!
Nome:Paolo
Commento:Sempre bello quando c'è battaglia e qualche ristoro per ricompattarsi. Al prossimo giro spero di rivedere il DS Carlo e il DT (Direttore Tecnico) Cassina. E il punteggio?
Nome:LINA
Commento:bellissimo giro... grazie a tutti per la pazienza... e ... Marco... grazie perché la salita di Caprino era veramente tranquilla....... senza traffico!!! ;)

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