Mi presento

Mi presento

Area ciclo

Ciclismo

Storia

Storia

Scienza

Scienza

Rubriche

Rubriche

Quando la voglia di bici supera il buonsenso...

Ho pensato di dedicare questo pezzo all'amico e collega Walter perché ritengo che il racconto della sua "impresa" renda bene l'idea di un ciclismo che non è fatto solo di volatoni a 70 all'ora e salite spianate a 550 Watt; è anche passione, sofferenza, testardaggine e, non ultimo, capacità di tirare fuori il carattere per raggiungere un obbiettivo. Proprio come in questa occasione...
31/8/2007, vigilia dello "Stelvio Bike Day", una giornata molto attesa per me e tanti altri cicloappassionati. Mi alzo dopo aver dormito male e aver sudato e sofferto il freddo durante la notte: che siano le prime avvisaglie di qualche malanno? Per tutto il giorno non riesco a scaldarmi, nel pomeriggio mi vengono anche freddo e problemi di stomaco... ma la voglia di affrontare quella mitica salita supera ogni cosa! Cerco di convincermi che passerà...
Alla sera inizio a tremare come una foglia. Decido quindi, di nascosto dai miei famigliari, di infilare il termometro sotto l'ascella. In 2 minuti il verdetto....38.6!! Aggggghhhh, faccio lo struzzo, metto via il termometro, prendo una tachipirina, mi dico che dipende dal lungo bagno in acqua calda fatto con mio figlio un paio d'ore prima, che sto benissimo... metto la sveglia e vado a letto incrociando le dita...
1/9/2007, ore 6.30. La sveglia suona, mi alzo, mi vesto e vado a comprare il pane e il giornale, faccio colazione, mi cambio e indosso l'abbigliamento da bici. Rifiuto testardamente di accettare il fatto che non mi sento particolarmente bene, monto in macchina la MTB e parto per Prato allo Stelvio.
C'è un traffico notevole che riesce quasi a intaccare la voglia di affrontare una giornata così impegnativa... una vocina sembra volermi consigliare una ritirata strategica... ma proprio in quel momento ricevo un SMS di Marco che parla di neve, mi augura buona scalata e buoni fiocchi, e la voglia di scalare la cima torna prepotentemente, questa è la volta buona, questa volta lo faccio impazzire, becco la neve!!!!!!!
Alle 9.50, dopo aver parcheggiato alla cava di Spondigna, finalmente parto!
C'è subito una nota stonata: sono tutti sono in maglietta e pantaloncini, io invece mi sono messo addirittura la maglia felpata... comunque senza troppi problemi arrivo al punto di servizio 1 (15,5 km, 1692 m), bevo abbondantemente, provo a spogliarmi ma senza successo e riparto.
Supero un altro lungo tratto senza grossi problemi e arrivo alle Franzenshöhe (Sottostelvio), a 20,7 km dalla partenza, 2190 m di altitudine.
Fin qui tutto bene, anche troppo...
Mi fermo un attimo a prendere una tachipirina perché sento la febbre montare e riparto... un pò affaticato arrivo a 4 km dalla vetta, da qui in poi inizia un vero e proprio calvario! Il cardio sembra impazzito, dopo 3 pedalate schizza abbondantemente sopra la soglia e sono costretto a fermarmi diverse volte, ma non mollo!
Vedo in molti altri la mia stessa faccia da infarto e mi consolo con i tanti, alcuni molto più giovani di me, che fanno retromarcia o che tengono duro e condividono la mia stessa sofferenza.
Finalmente, dopo quattro ore e trentotto minuti (1h20' solo per fare gli ultimi 4 km!!) ecco l'arrivo e una gioia indescrivibile!!
La temperatura, 12 gradi almeno, non mi dà nessuna speranza di vedere un fiocco di neve, ma l'orgoglio di essere giunto fin quassù, a 2757 metri di altitudine, per oggi può bastare. Avrò altre occasioni per far schiattare Marco dalla rabbia :-)
Con il morale alle stelle decido di proseguire con il programma originale, così scendo verso Bormio e infilo dopo 3 chilometri la strada per l'Umbrail Pass. E' il naturale completamento della scalata allo Stelvio, la strada è quasi tutta asfaltata tranne un tratto di circa 3 km dove comunque il fondo è buono. A Glorenza termina la discesa e lungo la ciclabile arrivo fino alla pesca sportiva di Spondigna. C'è tempo anche per sbagliare strada, ma in qualche modo arrivo alla macchina.
Sono un "cadavere", per dirla in gergo, e so già che mi dovrò trascinare per un bel po' le conseguenze di questa mia bravata, ma se mi fossi tirato indietro avrei rinunciato a una avventura che ricorderò sempre con una punta di orgoglio.

Walter Petranzan