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Quindici anni senza carne

La questione si trascina da tempo, ormai una quindicina d'anni: quali conseguenze ha sulla salute il mio stile di vita "più di vegetariano, meno di vegano" che ho adottato? Come ogni anno mi sono sottoposto al classico controllo dei principali parametri ematici prescritti dal medico di base; non contento, ho poi consultato uno specialista. Ecco cosa ne è venuto fuori...
A 15 anni dall'eliminazione di carne e pesce dalla mia dieta posso concludere che le eventuali conseguenze di questa scelta, se proprio vogliamo trovarle, sono positive. I miei esami del sangue 2015 hanno evidenziato una situazione ottimale, come si può verificare dalle scansioni qui sotto riportate.
Come si vede, oltre alla quasi completa assenza di valori fuori dai range (solo due, e comunque vicini alla norma) risaltano il bassissimo livello di trigliceridi e di colesterolo e la giusta quantità di colesterolo HDL, quello "buono"; si può indubbiamente chiamare in causa la costanza con la quale svolgo attività sportiva, ma è inevitabile concludere che una dieta a ridottissimo contenuto di proteine animali è del tutto sostenibile. Anche perché la citata attività motoria non può che implicare un aumentato fabbisogno di proteine, evidentemente ben coperta dal mio stile alimentare.
Questa volta però non mi sono fermato qui e ho voluto approfondire il tutto con un vero e proprio check-up presso lo studio di una nota professionista di Bolzano (sborsando fior di soldoni, oltretutto!).
Il primo colloquio mi ha subito riservato una sorpresa: nei suoi incartamenti la dottoressa ha apposto in bella evidenza (un po' troppo frettolosamente, a mio parere) la scritta "veganesimo", quasi si trattasse di una criticità da sottolineare o, nella migliore delle ipotesi, di un aspetto non propriamente positivo da rimarcare. In ogni caso, a dispetto del modo in cui sono stato bollato, non mi posso definire un vegano: pur avendo rinunciato completamente a carne, pesce e latticini e simili rimane il consumo di dolci, che implica un sia pur minimo introito di proteine del latte. Non sono un "puro", insomma, ma la dottoressa non ha voluto sentire ragioni: un po' di dolci, secondo lei, non fanno la differenza!
Dopo l'anamnesi di rito l'esame è proseguito con un'accurata ecografia, che ha messo in evidenza il buono stato di salute degli organi interni.
L'atteggiamento della dottoressa, pur non evidente o comunque ben dissimulato, è stato quello tipico della medicina "tradizionale" che ho già descritto negli articoli precedenti: una posizione critica verso la rinuncia a certi tipi di alimenti, un richiamo alle carenze (?) e la prescrizione di tutta una serie di esami che avrebbero evidenziato, secondo lei, problemi non riscontrabili con gli esami che avevo portato in visione.
Ebbene, anche questa ulteriore sventagliata di accertamenti non ha invece evidenziato proprio nulla di allarmante!
Delle decine di parametri elencati, l'unico fuori range (non di molto, oltretutto) è un aminoacido, l'omocisteina. Ma i dati più sorprendenti riguardano il TSH (tiroide in ottima salute), il ferro, la vitamina D, B9 e B12, tutti parametri che, a detta della dottoressa, avrebbero dovuto presentare anomalie. Preciso che faccio un uso piuttosto saltuario di integratori (anche perché, distratto come sono, la maggior parte delle volte dimentico di assumerli!) e che quindi la bontà dei risultati non può essere accreditata ad essi.
Il secondo appuntamento si è quindi svolto in modo piuttosto divertente, con la specialista che ha dovuto riconoscere come molti consumatori di carne farebbero carte false per degli esami come i miei e che si è aggrappata all'omocisteina, raccomandando futuri accertamenti e paventando danni cardiaci più o meno gravi. Ma ormai parte della sua credibilità era andata in fumo, abbastanza per accogliere i suoi appelli con un certo scetticismo. Non credo, dunque, che mi servirò più delle sue consulenze, né di altri "esperti" del suo genere.
A questo punto una considerazione: o io sono un extraterrestre, o qualcosa non torna nelle raccomandazioni ufficiali. È evidente che frutta, verdura e altri alimenti vegetarian/vegani contengano tutto ciò che serve a star bene. Un'ulteriore prova che certi appelli ad una alimentazione "sana" fanno parte di un cliché ormai stantìo e che tengono ben poco conto del nostro benessere. Più che altro si bada all'interesse dell'industria della carne e del latte.
Se questo venisse spiegato chiaramente, potremmo fare tutti la nostra scelta con maggior consapevolezza.
Marco Bonatti