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Il mare di pietra

Pubblico con piacere il racconto di mio nipote Martin che, nonostante la giovane età, dimostra di avere molta fantasia!
Il pensiero che più mi assillava da bambino era quello di voler sapere quale segreto poteva esserci in fondo alla tavola blu, dove tutti gli anni i miei genitori mi portavano con molta fatica. Ricordo, comunque, con piacere il viaggio a dir poco tragico sulla nostra utilitaria di terza mano. Grossa soddisfazione arrivare sia per noi sia per lei, l'automobile...
Il mio primo sguardo si rivolgeva in fondo alla linea di confine dell'orizzonte e cercavo il significato dell'immenso... una sera mi portai vicino alla riva e come di consuetudine avevo con me gli attrezzi da pesca, la grande passione che abbracciava me e mio padre... bello, tutto perfetto se non fosse una leggera brezza che increspava l'acqua. Mi incuriosì, era leggera non certo impetuosa, e con un grande sobbalzo portò assieme a lei un grosso pesce, era veramente enorme con gli occhi simpatici come quelli di un grosso cane.
Strofinandomi gli occhi pensai subito che le cozze mangiate poco prima mi avessero dato dei grossi problemi di digestione facendomi vedere una creatura strana. Capii subito che non era affatto così... mi diressi subito a grandi passi dal mio curioso ospite... pensai subito che avrei fatto una bella figura nel portare quella grossa preda in hotel... presi una grande rete e la gettai verso il grosso pesce... "Che fai?"... "che fai?" sentii esclamare con voce limpida. Feci mente locale, ma non ricordai di aver visto nessun documentario che potesse aver detto dell'esistenza di pesce parlanti!
Presi tutto in fretta e furia e con un balzo mi alzai nella direzione opposta di quell'essere parlante. "Dove vai?" sentii di nuovo. "Vieni qui bambino! Non eri curioso di sapere tutto sul mare?" Io con i brividi fino al collo, mi girai e dissi: "Dici a me o è un'immaginazione?". "No" disse, "nessuna immaginazione, sono proprio un pesce parlante e se vuoi ti farò capire i tuoi grandi dubbi sulla linea dell'orizzonte, dove la tua immaginazione si ferma, dove la pietra si incontra con il tuo pensiero". Mi rilassai, perché la sua voce era così bella e fidata da avvicinarmi tanto da poterlo toccare. "Vieni, sali, ti porterò dove ti avevo promesso!" "Aspetta, dissi, mio padre tra un po' verrà a cercarmi perché il coprifuoco è vicino". "Non ti preoccupare", disse il mio nuovo amico, "faremo presto".
Salii su di lui e con un colpo di coda mi portò negli abissi. Non feci in tempo a prendere fiato che in un attimo arrivammo nella cintura di pietra. "Vedi ", mi disse, " qui è il muro di pietra dove tutta l'immaginazione dei bimbi si ferma, è la linea dell'orizzonte che tutti vediamo dalla spiaggia."
"Che c'è di là"? Chiesi incuriosito... e il pesce disse: "Non posso rispondere, solo tu potrai trovare la risposta quando sarai grande e ne sarai all'altezza."
"Tutte le persone non vedono altro che la linea, ma oltre c'è di più, buttare giù questo muro di pietra significa, saper amare oltre ogni immaginazione, se lo saprai fare e se un giorno tutti gli uomini lo sapranno fare scopriranno cosa si cela dietro questo muro."
"Addio!" disse il grosso pesce e in un attimo mi ritrovai con la canna da pesca in mano seduto accanto a mio padre. "Papà!" dissi, "mi è successa una cosa fantastica!". Lui mi rispose: "Fai piano bambino mio, è appena scappato un grosso pesce!"
Martin Bonatti