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Il sentiero geologico di Bulla

Ritengo il sentiero geologico che si snoda tra il Passo Pinei e il paesino di Bulla degno di essere segnalato; in questo caso la Provincia di Bolzano ha investito bene i soldi pubblici!
Il sentiero é stato patrocinato nel 2010 dall'Ufficio geologia e prove materiali, dall'Ufficio parchi naturali e dal Comune di Castelrotto, e la realizzazione è stato curata da Rainer Brandner, (dell'Istituto di geologia e paleontologia dell'Università di Innsbruck) e Lorenz Keim (Ufficio geologia della Provincia Autonoma di Bolzano).
Il "geotrail" (questo il nome ufficiale) prevede un percorso circolare di cinque chilometri lungo il quale sono disposti otto tabelloni che illustrano in modo semplice e chiaro l'evoluzione del paesaggio dolomitico; grazie ad un comodo sistema a rulli ognuno può leggere il testo nella propria lingua, italiano, ladino, tedesco o inglese.
Questi tabelloni riportano qualcosa in più delle solite quattro righe ad uso e consumo del turista mordi e fuggi, che dopo aver girato l'angolo ha già dimenticato tutto. La lettura, in questo caso, è integrata da foto dei monti circostanti con opportune legende e didascalie, che rendono facile anche per il neofita decifrare i tratti geologici della zona.
La camminata inizia al Passo Pinei, modesto valico a 1437 metri di quota che separa l'altipiano dello Sciliar dalla Val Gardena. Pochi passi in salita e si può osservare subito la prima tabella, grazie alla quale è possibile capire quali sono ed a quali epoche appartengono le rocce delle montagne circostanti; si intuisce subito la varietà e l'importanza dal punto di vista geologico e ambientale dell'area. Lo spettacolo è degno di nota: con un solo sguardo si possono abbracciare la Val Gardena e il Monte Rasciesa, le Odle e il massiccio del Sella, il Sassolungo e la Bullaccia.
Punto di forza del percorso (stazione nr. 2) è il luogo in cui si può osservare, fissato nella roccia, il passaggio tra il Permiano e il Triassico (circa 252 milioni di anni fa), un momento particolare della storia naturale, in cui si ebbe un'estizione ancora più importante di quella dei Dinosauri. Qui scienziati provenienti da mezzo mondo hanno apposto simboli ed effettuato carotaggi a testimonianza dell'importanza del sito. Questo traumatico evento nella storia terrestre è ovviamente rintracciabile anche in molte altre aree del pianeta; ma ciò che rende importante questo luogo è l'estrema facilità di accesso e la possibilità di poter letteralmente toccare con mano le testimonianze di uno dei periodi cruciali della storia naturale terrestre.
Passaggio Permiano-Triassico
Le targhette apposte dai geologi per indicare i diversi strati di roccia che caratterizzano il passaggio tra il periodo Permiano (Era paleozoica) e il periodo Triassico (Era mesozoica). Gli strati in basso contengono molte tracce di vita; quelli più in alto sono invece contraddistinti da una quasi totale assenza di attività animale e vegetale, a indicare la grande estinzione appena sopraggiunta.
Il percorso non si limita a queste due stazioni; ve ne sono altre sei, nelle quali è possibile "visitare" altri momenti importanti della storia delle Dolomiti, scoprendo così che essa è ben più complessa di quello che si potrebbe pensare.
Passaggio Andraz-Siusi.jpg
In questa stazione è possibile osservare il passaggio dai variopinti strati dell'Orizzonte di Andraz al Membro di Siusi; entrambi fanno parte della Formazione di Werfen (Scitico, Triassico inferiore).
Una delle tabelle in prossimità della piccola località di Bulla descrive l'impressionante sovrascorrimento avvenuto sul monte antistante, dimostrando così come rocce di varia origine furono sottoposte a deformazioni, inclinazioni e rotture nel corso dell'orogenesi alpina (la formazione della catena delle Alpi), protrattasi fino ai giorni nostri.
Frana di Pontives
La frana di Pontives, di epoca preistorica; si narra che essa seppellì un intero paese.
Alcune stazioni sono dedicate ai processi più recenti, che hanno dato l'ultimo ritocco al paesaggio, modellandolo così come noi lo conosciamo. E' il caso della frana di Pontives, verificatasi nelle ultime migliaia di anni, che ad un certo punto del percorso si mostra in tutta la sua spettacolarità sull'altro versante della Val Gardena.
Riassumendo: Il "geotrail" di Bulla è un percorso ad anello di circa 5 km adatto a tutti, che richiede dalle due alle quattro ore a seconda del tempo dedicato alla lettura delle tabelle e all'osservazione del paesaggio. La camminata si svolge in parte su strada forestale ed in parte su sentiero, comunque senza rischi se non un breve tratto che attraversa un pendio piuttosto acclive (comunque non particolarmente pericoloso) in vista della frana di Pontives. Più o meno a metà strada si attraversa il paesino di Bulla, dove sono presenti alcuni bar e ristoranti. L'intero tracciato è compreso nel comune di Castelrotto e si trova ad una quota di circa 1500 metri; da privilegiare quindi il periodo estivo.

Spunto per approfondimenti:
https://www.provincia.bz.it/edilizia/temi/1793.asp
Marco Bonatti

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