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Meteo-fanfaroni e meteo-mistificatori


Una cosa in questi ultimi tempi "brucia" non poco a tutti gli appassionati di meteorologia: si tratta della scadentissima informazione fornita a riguardo dai mass media. Alle orecchie di coloro che tengono costantemente sotto controllo alte e basse pressioni e che grazie ad Internet conoscono ora per ora la posizione delle perturbazioni che interessano ogni angolo d'Europa, le cronache di improvvisati meteo-esperti appaiono talvolta davvero sconcertanti. Risulta evidentissimo che in alcuni casi l'unico scopo dell'angolo del tempo che farà è quello di riempire due o tre minuti di un TG o qualche riga di un giornale con un frammento di bollettino meteorologico rimediato chissà dove (va bene anche quello del giorno prima, non importa!) a cui viene aggiunto un po' di sentito dire, il tutto ben amalgamato dai soliti luoghi comuni del tipo "non esistono più le mezze stagioni", "tutto ciò va ricondotto sicuramente all'effetto serra", concludendo magari con la frase ad effetto, ma che poi nessuno sa bene cosa voglia dire, "el nino sta sconvolgendo il clima del pianeta".
È deprimente constatare l'ignoranza di coloro che, inevitabilmente, condizionano e indirizzano la pubblica opinione. Consideriamo il caso di un paese morfologicamente complicato come l'Italia. In poche centinaia, spesso in poche decine di chilometri si passa dal clima subcontinentale di Bolzano a quello marittimo delle coste adriatiche, dalle cime innevate dell'Appennino ai mitissimi litorali liguri, dai severi inverni della Lucania agli aranceti di Sicilia. Nemmeno un mago potrebbe riassumere in pochi minuti la situazione meteo di un contesto tanto articolato, ma questo, evidentemente, molti lo ignorano.
Frequento quotidianamente vari forum di meteorologia, nei quali esperti e semplici appassionati esprimono una sempre maggior insofferenza verso questi veri e propri meteofanfaroni. Davvero non se ne può più.
Come è possibile sparare frasi ad effetto tipo "tutta l'Italia, da nord a sud, è sotto la neve" quando magari la classica depressione mediterranea imbianca Rimini, Firenze e Perugia ma lascia il Settentrione completamente a secco?
È mai possibile mistificare in modo tanto sfacciato le previsioni degli esperti per poi essere puntualmente smentiti dai fatti, senza che di questo, ovviamente, nulla venga lasciato trapelare?
E, ancor più grave, come si spiega il fatto che noti personaggi nel campo della meteorologia giungano talvolta a giudicare "buono" l'innevamento sulle Alpi, come nell'inverno 2002-2003, quando la scarsità di precipitazioni di quel periodo è poi divenuta proverbiale?
A questo punto quelle che potrebbero sembrare ingenerose insinuazioni diventano purtroppo terribili sospetti... forse non è tutta ignoranza o ricerca del sensazionalismo, forse c'è anche la malafede di chi ha l'interesse nel non far sapere come stanno effettivamente le cose. All'industria del turismo invernale non può far certo piacere che vengano sbandierate ai quattro venti le occasioni in cui sulle Alpi la neve si fa desiderare...
È dunque questa la spiegazione? Esiste un potere talmente forte da guidare l'opinione pubblica anche nel campo delle previsioni meteorologiche? È triste, ma resta da sperare che certi previsori televisivi siano semplicemente degli ignoranti!
Marco Bonatti